Il Tirreno

Lucca

Centinaia di cause contro Ctt Nord per l’integrativo

di Federica Scintu
Centinaia di cause contro Ctt Nord per l’integrativo

Circa centocinquanta dipendenti, la maggior parte lucchesi, si appellano al giudice del lavoro per riavere i soldi decurtati

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LUCCA. Sono in 150, tutti dipendenti del Ctt Nord, la maggior parte lucchesi. Sono gli autisti che incontrate tutti i giorni sugli autobus ma anche meccanici e impiegati che si sono uniti in una causa collettiva depositata ormai più di due anni fa, attraverso i sindacati Uil trasporti e Ugl, al tribunale di Pisa e sempre in attesa di giudizio. Impugnano l’articolo 2112 del codice civile che prevede il “Mantenimento dei diritti dei lavoratori in caso di trasferimento di azienda” perché «da quando c’è stata la fusione con Ctt Nord - afferma Uil - il contratto di secondo livello è stato disdettato e i lavoratori hanno dovuto accettare le decisioni imposte dall’azienda e mai condivise dai sindacati, trattamenti sulle retribuzioni e le malattie diversi da quanto prevedeva il loro integrativo».

Si tratta di ordini del giorno che Ctt Nord “rinnova” ogni anno e quello attualmente in vigore scadrà il 31 marzo. «Non sappiamo cosa succederà dopo questa data - afferma il segretario regionale della Uil trasporti, David Zullo - anche perché siamo in una fase di grande incertezza. Autolinee toscane (At) ha vinto la gara per la concessione del servizio ma, stando a quanto ha fatto sapere la Regione, se tutto andrà bene il contratto sarà firmato a settembre e il suo insediamento effettivo avverrà all’inizio del 2017. Intanto noi portiamo avanti la nostra causa davanti al giudice del lavoro. In questi mesi ci siamo impegnati tanto per fornire una relazione completa sugli integrativi quindi riponiamo parecchia fiducia su un esito positivo».

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Ma Zullo descrive anche nello specifico quali sono state le ripercussioni sui lavoratori che la mancanza di un contratto di secondo livello ha provocato. «A Lucca il problema che i nostri iscritti hanno sollevato maggiormente - spiega David Zullo - è stato quello delle decurtazioni in busta paga in relazione alla malattia-presenza. Con l’ordine di servizio di Ctt Nord - spiega ancora Zullo - se in un anno si superano i 18 giorni di malattia l’indennità giornaliera per la presenza scende da 10-13 euro, previsti nel caso non si sfori nemmeno di un giorno, a un euro. Fate la moltiplicazione per 365 giorni e capite che si tratta di cifre importanti. Quest’anno Ctt Nord ha dichiarato che le presenze sono aumentate ma ci sono lavoratori che pur di non superare la soglia dei 18 giorni sono venuti al lavoro con la febbre. Per non parlare di chi ha subito aggressioni sul lavoro o si è infortunato: anche in questi casi, se non si riesce a essere presenti al lavoro, l’assenza rientra nel computo dei giorni di malattia».

E mentre gli autisti continuano a essere pochi, i biglietti introvabili e i passeggeri stipati in autobus vecchi e malmessi, il 17 marzo a Firenze ci sarà il primo incontro fra i segretari regionali e provinciali di tutte le sigle sindacali e i vertici di At per fare un primo screening della situazione. «Con At - spiega Massimo Belli, sindacalista della Uil trasporti - ci sarà un contratto di secondo livello unico salvo alcune specificità legate al tipo di territorio nel quale si lavora. At farà un contratto integrativo direttamente con i sindacati e i vertici aziendali si rapporteranno con i vertici regionali e provinciali dei sindacati. Da quel che sappiamo finora non è previsto alcun licenziamento ma prenderanno in considerazione la ricognizione del personale perché al momento ciò che manca sono soprattutto gli autisti».

E dal punto di vista delle assunzioni, annuncia David Zullo, «a breve ci sarà una selezione per assumere nuovi autisti sia a tempo indeterminato che determinato. In Provincia di Lucca sono almeno quattro o cinque anni che le assunzioni sono ferme anche se un po’ di uscite ci sono state. Negli ultimi tre anni inoltre ci sono state anche delle riduzioni del servizio: sempre a Lucca ad esempio nel collegamento con le frazioni, a causa di una diminuzione dei finanziamenti regionali, c’è stata una riduzione pari a 2-300.000 chilometri in meno».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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