Et voilà, su il sipario sulla ex Manifattura
Biblioteca, parcheggi, case e centro servizi: le idee del Comune
LUCCA. La nuova Manifattura sarà una città aperta alla città, con piazze e strade collegate al resto del centro storico. Non più uno spazio chiuso e inaccessibile, dunque. Ma c’è dell’altro: la struttura accoglierà le biblioteche del centro (quella dell’Agorà e quella della Soprintendenza), un chiostro coperto in cui leggere un libro o un giornale (ci saranno anche emeroteca e mediateca) e uno spazio dedicato ai servizi rivolti al cittadino (dall’anagrafe al fisco). In più un mini-polo universitario per gli studenti (resta in piedi l’interesse della fondazione Campus) e spazi dedicati all’arte e allo spettacolo. Questo per quel che riguarda la parte pubblica (quella a nord-ovest), oggi oggetto di lavori di recupero. Gli altri due terzi della struttura, invece, dovranno attrarre l’interesse di investitori privati (magari con la formula del project financing), ma su cosa potrà accogliere questo mega contenitore le idee sono già chiare: si parla di tre parcheggi (per un totale di circa 600 posti auto), un’attività di media distribuzione (che nel centro di Lucca non è presente), appartamenti fronte Mura e qualche fondo commerciale.
Il sipario sulle magnifiche sorti e progressive della vecchia fabbrica di sigari non si è ancora alzato (prima serve una variante urbanistica), ma il sopralluogo effettuato ieri mattina ha permesso di intuire quale sarà la nuova vita della ex Manifattura. L’occasione per una visita è stata offerta dall’arrivo in città del governatore della Toscana Enrico Rossi. Dopo aver fatto attendere i cronisti per due ore, il governatore si è presentato all’appuntamento, accompagnato dal sindaco Tambellini, dal consigliere regionale Stefano Baccelli e da diversi membri della giunta comunale. Tutti curiosi di vedere a che punto fossero i lavori all’interno della vecchia casa del sigaro.
L’odore di tabacco non si sente più, ma l’impronta delle donne e degli uomini che per anni hanno varcato i cancelli del mega complesso si percepisce ancora. La fabbrica è chiusa dalla fine degli anni ’90 e dal febbraio dello scorso anno è oggetto di un vasto intervento di recupero prima finanziato con fondi europei attraverso i progetti Piuss, poi con fondi regionali a causa di un problema di tempistiche. Il quadro economico complessivo è di 17 milioni di euro, mentre l’appalto per i lavori affidati a una Ati è di circa 10 milioni di euro. Nel cantiere ogni giorno sono impegnati 25-30 operai: i lavori sono rimasti fermi per alcuni mesi a causa dei sondaggi archeologici, ma dovrebbero terminare nel 2017.
Nel corso della visita Rossi si è informato stato dell’arte con la dirigente dei settori urbanistica e lavori pubblici del Comune, Antonella Giannini e dall'ingegner Francesco Cecati della Sovrintendenza ai beni artistici e architettonici di Lucca. Conclusa la visita si è rinchiuso in un container con gli amministratori comunali che gli hanno svelato il master plan dell’intera area. «Come sapete – ha detto Rossi alla fine dell’incontro – abbiamo salvato questo intervento con fondi regionali, perché quelli europei erano andati persi. Siamo soddisfatti per come si sta lavorando e per la chiarezza di idee che il Comune ha manifestato in merito al futuro di quest'area. Qui si mescoleranno funzioni pubbliche e private, creando una dinamica positiva per la città. È un ambiente estremamente suggestivo, in cui è percepibile ancora oggi l'impronta delle persone che ci hanno lavorato». Regione e Comune stanno per siglare un nuovo accordo di programma finalizzato alla conclusione dei lavori di recupero e restauro della ex Manifattura.
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