Ici non versata, l’Asl paga 63.000 euro
La contestazione del Comune ha riguardato l’ex ospedale di Carignano e le aree dove sarebbe poi sorto il San Luca
LUCCA. Da qualche tempo il Comune di Lucca ha messo nel mirino le vecchie dichiarazioni dell’Ici (l’imposta sugli immobili prima della “rivoluzione” Imu-Tasi). E nella rete sono finiti tanti contribuenti, con più di una curiosità. Capita, infatti, che uno degli accertamenti abbia riguardato l’Asl. Che alla fine ha deciso di non presentare ricorso davanti ai giudici tributari e di pagare i circa 63.000 euro che le vengono contestati.
Le richieste del Comune riguardano l’anno di imposta del 2010 e si dividono in due parti. La prima è relativa ad alcuni fabbricati, in particolare all’ex ospedale di Carignano, che qualche anno più tardi sarebbe stato venduto al magnate russo Dmitry Bosov. La seconda fetta è, invece, relativa ai terreni edificabili, già allora di proprietà dell’Asl, sui quali sarebbe poi sorto il nuovo ospedale San Luca a San Filippo.
L’Azienda sanitaria, dopo aver ricevuto l’avviso del Comune, ha attivato a novembre scorso una procedura di accertamento con adesione presentando le proprie motivazioni.
Successivamente sono avvenuti diversi incontri tra i tecnici dell’Asl e quelli di palazzo Orsetti che - come spiegato in una determina dell’Asl Nord Ovest, che ha preso il posto di quella di Lucca - «hanno portato alla esatta individuazione di quanto dovuto e il Comune di Lucca ha inviato in data 13 gennaio l’avviso rettificato per l’anno 2010 di 63.862 euro».
L’azienda sanitaria si è rivolta allora al commercialista Giulio Ragghianti, per verificare se la cifra fosse effettivamente dovuta.
Nella sua risposta, il professionista ha ricordato che secondo il Comune di Lucca gli immobili e le aree “contestate”, non essendo destinati in via «diretta e immediata» ai fini istituzionali, non possono beneficiare dell’esenzione dall’Ici che, per legge, spetta agli immobili che fanno parte del Demanio dello Stato, Regione, Province e Comuni. Questa tesi del Comune è sostenuta anche da più sentenze della Corte di Cassazione, che più volte ha negato l’esenzione dall’Ici a immobili con queste caratteristiche.
Secondo Ragghianti, «la pretesa del Comune appare pertanto fondata con riguardo ai fabbricati e un eventuale ricorso ci vedrebbe quasi certamente soccombenti».
Per quanto, invece, è riferito alle aree dove oggi sorge il San Luca, Ragghianti spiega che «potrebbe essere sostenibile che la utilizzazione delle aree, rivolta alla costruzione dell’ospedale, costituisca una immediata e diretta destinazione delle stesse ai fini istituzionali dell’Asl».
Tuttavia - fa ancora presente nella sua comunicazione - «è evidente che non è possibile ipotizzare se tale interpretazione verrà condivisa dalla Commissione tributaria provinciale di Lucca nel caso di presentazione del ricorso; né quali saranno le percentuali di successo».
Ragghianti fa presente che se non c’è certezza sulla vittoria davanti ai giudici tributari, c’è invece sicurezza sulle cifre da spendere per i ricorsi (120 euro di contributo unificato per ognuno di essi) e sul fatto che, in caso di sconfitta, l’Asl sarebbe chiamata a pagare le spese di condanna oltre a maggiori interessi e spese di riscossione.
Per questo, alla fine, l’azienda ha deciso di chiudere il contenzioso con il Comune pagando la cifra richiesta a inizio anno e ha dato mandato ai suoi uffici di liquidare l’importo complessivo di quasi 64.000 euro.
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