Meteo
Un caporeparto insostituibile Lucart ammessa parte civile
LUCCA. Una perdita definitiva e irreparabile per la Cartiera Lucchese dove prestava la sua preziosa opera il caporeparto Francesco Sodini freddato sotto casa dal caldaista dell’azienda. Una perdita...
LUCCA. Una perdita definitiva e irreparabile per la Cartiera Lucchese dove prestava la sua preziosa opera il caporeparto Francesco Sodini freddato sotto casa dal caldaista dell’azienda. Una perdita che ha costretto l’industria cartaria ad effettuare corsi di sostegno psicologico sui luoghi di lavoro a dirigenti e operai scossi o traumatizzati dalla tragedia e soprattutto, in considerazione del ruolo delicato e di responsabilità che ricopriva la vittima, a sostituirla con due lavoratori, uno dei quali è stato sottoposto a un corso di formazione accelerato. In sostanza per il legale dell’azienda cartaria della Piana, avvocato Lodovica Giorgi, la costituzione di parte civile riguarda l’ingiustizia del danno subito e ricalca i presupposti che portarono la Corte di Cassazione nel 1971 a pronunciare una sentenza storica legata alla morte del calciatore del Torino Gigi Meroni investito e ucciso da un’auto il 16 ottobre 1967 mentre attraversava la strada dall’automobilista Attilio Romero (che trent’anni dopo diventerà il presidente dei granata). In sostanza in quella sentenza si affermò per la prima volta in Italia il plusvalore rappresentato dall’investimento di un giocatore di classe com’era la «farfalla granata» per una società sportiva come il Torino. Quella sentenza dispose il risarcimento al club e marcò un cambiamento storico di giurisprudenza in tema di responsabilità civile. Così com’ era Meroni per il Torino, secondo i dirigenti della Lucart un caporeparto come Sodini era insostituibile e quindi il danno arrecato all’azienda cartaria irreparabile in quanto non è stato possibile per l’azienda procurarsi, se non a condizioni più onerose, prestazioni uguali rispetto al lavoratore venuto a mancare. Una tesi, quella del legale della cartiera, che ha trovato concorde il giudice che ha ammesso la Lucart come parte civile al processo. Un modo, quello della Lucart, per esprimere vicinanza alla famiglia del defunto. (l.t.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
