Il Tirreno

Lucca

Torre delle Ore, gioiello sporcato dai piccioni

di Federica Scintu
Torre delle Ore, gioiello sporcato dai piccioni

Il guano, le informazioni turistiche scarse le campane rotte: ecco come si presenta

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LUCCA. È stata riaperta una settimana fa dopo quattro mesi di chiusura al pubblico ma tutto sembra essere rimasto fermo nella Torre delle Ore. Il pregiato orologio aspetta ancora di trovare due sapienti mani che riescano a farlo ripartire, le tre campane da tanto tempo non rintoccano più. I cartelli che dovrebbero raccontare ai turisti la storia della torre più alta della città sono di difficile lettura: appesi sulle pareti qua e là senza un apparente ordine, sono scritti con un carattere molto piccolo e ormai, a causa dell’umidità, sempre più accartocciati su loro stessi.

Poi ci sono i piccioni, “inquilini” scomodi che hanno trasformato le fessure tra i mattoncini delle pareti interne alla torre nei loro nidi: e negli scalini di legno scricchiolante sono evidenti i segni della loro presenza con il guano che anche qui, come nella Torre Guinigi, rappresenta uno dei problemi più annosi da risolvere.

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Tanto che è assai probabile che lungo la salita fatta di ben 207 scalini intervallati da numerosi ballatoi, ci si ritrovi in compagnia di questi volatili i quali rappresentano un problema non solo di tipo igienico ma anche di sicurezza per i visitatori costretti magari a doverli evitare muovendosi in spazi stretti e angusti. Durante il faticoso percorso (giustificato comunque dal suggestivo panorama che si può ammirare dalla cima) si nota che alcune finestre sono state chiuse con dei pannelli in plexiglass mentre altre, più piccole e quindi meno pericolose, sono tuttora aperte. A pochi gradini dall’agognata meta ci sono “gli ingranaggi” dell’orologio che si possono ammirare e fotografare da dietro una rete protettiva. Un orologio che il genio del ginevrino Louis Simon riuscì ad assemblare nel 1752 e che l’Opera delle Mura conta di poter rimettere in moto probabilmente durante i lavori previsti nell’autunno prossimo.

Una volta raggiunta la sommità della Torre, è possibile godere di un panorama irripetibile ma anche qui, i pannelli informativi mostrano i segni delle intemperie e mancano completamente di appeal: il guano dei piccioni a tratti non permette nemmeno di leggere quelle che sembrano più le pagine di un’enciclopedia che totem con finalità turistiche.

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Per quanto riguarda l’aspetto della sicurezza nella cima della Torre è stata installata una telecamera che consente a chi si trova giù nella biglietteria di visionare, tramite un monitor, cosa succede e di intervenire in caso ci siano dei problemi. Anche qui, come nella Torre Guinigi, il bagno non c’è e sembra difficile che possa essere realizzato visto il poco spazio a disposizione. Manca anche un bookshop e il motivo però potrebbe essere sempre riconducibile alla scarsità di spazi. Dal primo dicembre, sia la Torre delle Ore che la Torre Guinigi hanno un nuovo gestore, ovvero la cooperativa Temp di Pisa che insieme all’Opera delle Mura, sta lavorando «per migliorare i servizi per i turisti.

«Faremo dei lavori di manutenzione subito - afferma il presidente dell’Opera delle Mura, Alessandro Biancalana - interverremo sulle finestre e sulle scale in legno. Contiamo di mettere delle reti protettive per evitare che i piccioni entrino e sporchino ma la Torre al massimo verrà chiusa un giorno. Poi a novembre faremo invece degli interventi più consistenti e in quell’occasione contiamo anche di riparare l’orologio. Il bagno non penso che si potrà realizzare: purtroppo non c’è proprio lo spazio fisico per poterlo fare».

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