Il Tirreno

Lucca

Il cinema dipinto in migliaia di locandine

Il cinema dipinto in migliaia di locandine

Alessandro Orsucci e la sua enorme raccolta che l’ha portato a incontrare i grandi divi

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LUCCA. Si può dire che è nato con Rai2 o come si diceva allora il “secondo programma”. Era l'anno 1961 e nasceva Alessandro Orsucci, lucchese doc, figlio di due generazioni di commercianti (il nonno aveva una calzoleria di scarpe fatte a mano e il padre con il fratello gestivano l'omonimo negozio storico di Chiasso Barletti). Alessandro oggi possiede una delle più vaste ed importanti, collezioni di manifesti e locandine di cinema e ci accoglie in casa nelle stanze dove fanno bella mostra di se locandine e manifesti dei film che hanno fatto la storia del cinema italiano, americano ed europeo.

«La passione per il cinema nasce con la TV grazie ai racconti del babbo - racconta - quando trasmettevano i primi film in bianco e nero, i classici che la Rai programmava, conoscevo a memoria la trama, gli attori, i registi. Verso gli anni ’70 con la comparsa dei primi stereo hi-fi mi appassionai anche alla musica grazie all'amicizia con Riccardo Vanni con una apertura a tutti i generi musicali e ad oggi possiedo circa 5.000 dischi in vinile. Un'altra passione è stata il collezionismo dei modellini di auto scala 1/43: ne conto quasi 600».

Ma i manifesti, il cinema?

«Fu ad una fiera del Vinile a Novegro (Milano) che, con il mio grande amico fiorentino Fabrizio, ascoltai la colonna sonora del film “Amore mio aiutami” di Piero Piccioni e m'innamorai della copertina disegnata, che riproduceva il manifesto con Alberto Sordi. Rimasi così colpito che mi appassionai sempre di più alle colonne sonore italiane ed alle loro straordinarie musiche.Così iniziò la raccolta di colonne sonore di film celebri, in particolare mi attiravano quelle rare ed italiane. A fine anni Novanta ebbi l'occasione in un sol colpo di acquisire una fantastica collezione di oltre 1.500 colonne sonore di dischi in vinile e di lì ho cominciato a raccogliere dischi e autori che proprio oggi ritornano di moda e sono supercollezionati in tutto il mondo dopo la sottovalutazione di quegli anni. Delle copertine dei dischi mi attraeva in modo particolare la grafica, i disegni pittorici degli attori, che poi era ripetuta per le locandine o per i manifesti dei film».

Qual è stato il primo vero incontro con il cinema e la sua arte?

«Nel 1995 andai a Roma a Cinecittà, per l'anniversario del centenario della nascita del cinematografo e lì davvero mi si aprì un mondo. Un mondo fatto di cultura, di libri, di immagini e di personaggi. Una mattina mi recai a Viareggio alla libreria “La Vela” e consultai per la prima volta, il volume “Platea in piedi” di Maurizio Baroni, una sorta di antologia dedicato a tutti i film usciti in Italia dal 1959 al 1968 ricchissimo di immagini, documenti, manifesti e locandine, fotobuste (sono gli scatti fotografici relativi al film che venivano appesi negli ingressi dei cinema fino a qualche anno fa ndr), brochures e copertine di dischi. Il testo, che è diventato cult, riportava anche dipinti originali dei cosi detti “pittori del cinema”. Il giorno seguente, telefonai a Maurizio Baroni che gentilmente mi diede l'appuntamento. Andai poi a trovare l'autore a Castelfranco Emilia e da lì la passione per la grafica cinematografica e i manifesti dei film spiccò il volo. Da quel giorno nacque una grande amicizia, e grazie a lui iniziai la raccolta e la ricerca delle fantastiche pubblicità italiane per i film. Nei mesi a seguire fui invitato a Bologna alla presentazione del secondo volume con i film dal 1969 al ’78. A ottobre del 1999, uscì il terzo volume. Ho avuto il grande onore di essere nominato nel libro tra le persone che hanno contribuito all'opera, e nei “credits” finali».

I grandi pittori di cinema hanno il primo posto nella collezione che Alessandro Orsucci possiede, ed è grazie alle loro opere d'arte che hanno fatto sognare intere generazioni di spettatori. Alessandro dice che tra i più noti ed accaniti collezionisti ci sono Martin Scorsese, Steven Spielberg, Spike Lee. Artisti come Martinati, Ballester, Capitani, Campeggi (conosciuto come Nano), De Seta, Sandro Simeoni, Cesselon, Brini e i fratelli Giuliano ed Enzo Nistri. Senza dimenticare Renato Guttuso che ha pitturato la brochure del film “Riso amaro”. Questi nomi hanno lavorato per le più grandi major americane, come Warner, Mgm, Paramount, Columbia e per le italiane, Titanus, Lux, De Laurentis, etc.

«Grazie alla mia passione ho avuto la gioia e la fortuna di conoscere alcuni dei più importanti esponenti della storia del cinema italiano, come Dino Risi, Nino Manfredi, Suso Cecchi D'amico, Piero Piccioni, Ettore Scola, Armando Trovajoli, Manuel De Sica, Ennio Morricone,Claudia Cardinale, Alberto Sordi, Carlo Rustichelli.Conservo gelosamente le copertine dei dischi e le locandine con su impresse le loro dediche autografe. Ho percorso centinaia e centinaia di chilometri per andare da una fiera all’altra, da una mostra mercato all'altra per accaparrarmi le opere che intendevo annettere alla mia collezione. Nel 2011 grazie alla grande amicizia che mi lega al titolare dell'unico museo al mondo di bozzetti originali Paolo Marinozzi, sono stato invitato alla inaugurazione del Museo "Cinema e pennello" a Montecosaro, delizioso borgo sulle colline marchigiane alla presenza di Claudia Cardinale. La mia collezione può vantare locandine nel formato 35x70,formato che prediligo, fotobuste 35x50, manifesti 100x140 e 140 x200 dal neorealismo alla metà degli anni '70 per il cinema italiano. Poi c'è il settore dedicato al cinema classico americano, il noir americano e tutti gli attori italiani più importanti, che hanno fatto la storia del cinema: Totò, Sordi, Manfredi, Gassman, Tognazzi, Mastroianni e i relativi registi».

Ed ecco qualche titolo di locandine preziose: «Sono tante, ad alcune sono affezionato perché mi ricordano un incontro con un personaggio o altre perchè è stato un successo riuscire nell'impresa di entrarne in possesso. Tra le più rare conservate, cito Umberto D., Ladri di biciclette, Casablanca, Totò le Mokò ,Un americano a Roma, Colazione da Tiffany.Ma ancora mancano all'appello queste: "Il Mago di Oz" di Fleming, "Gilda" di Vidor, "la Fiamma del peccato" di Billy Wilder, "Il grande caldo" di Lang, "Acque del sud" di Hawks tanto per fare degli esempi».

Ti è mai venuta in mente l'idea di una mostra espositiva con tutto il tuo materiale?

«Si, ci ho pensato... mi piacerebbe, e mi piacerebbe tenerla nella mia splendida Lucca. Bisogna trovare l'ambiente giusto, l'occasione adatta. Inoltre allestire una mostra ha indubbiamente i suoi costi e le sue tempistiche . Ho esposto in alcuni eventi delle cose che hanno, devo dire, avuto veramente grande attenzione».

La casa di Alessandro, sembra più un foyer di un teatro, le pareti sono tappezzate di manifesti e locandine, con i dipinti originali illuminati ad arte, con le foto che lo ritraggono con Morricone, con Sordi, con Dino Risi, con Suso Cecchi D'Amico, con Manfredi. Un’emozione che solo il cinema può dare, e Alessandro cita per salutarci il grande Frank Capra: «Il cinema è una malattia, quando entra nel sangue prende il sopravvento. Un grazie alla mia famiglia, alla mamma in primis, e a mia moglie che mi sopporta ma anche supporta, nell'avventurosa passione per “Il cinema dipinto”».

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