Il Tirreno

Lucca

Futuro Snai, incontro positivo I sindacati: «Porcari è salva»

di Gianni Parrini

Il faccia a faccia con i vertici dell’azienda giudicato rassicurante dalle rappresentanze dei lavoratori Il piano industriale ancora non c’è: la ristrutturazione per ora tocca solo agenzie, quadri e dirigenti

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LUCCA. Doveva essere un bagno di sangue e invece è stato un incontro positivo, seppur interlocutorio. Ieri mattina, nella sede dell’associazione industriali di Lucca, si è svolto il tanto atteso faccia a faccia tra i vertici di Snai e i sindacati. Argomento del giorno: le magnifiche sorti e progressive dell’azienda di scommesse di Porcari, che nel novembre scorso ha acquisito Cogetech (entrambe avevano in Investindustrial il loro azionista di maggioranza), società milanese che ha il suo core business nel mondo delle slot e delle videolottery. Una operazione che aveva messo in ansia i lavoratori di Porcari, timorosi che la neo-azienda potesse tagliare il personale (circa 400 dipendenti) o quantomeno trasferirlo in parte a Milano. Ieri era il giorno della verità: il management societario, con in testa l’amministratore delegato Fabio Schiavolin, avrebbe dovuto presentare il piano industriale. Il documento in realtà non è stato svelato, ma la riunione – anche a detta dei sindacati – è stata positiva e rassicurante. All’incontro erano presenti le rsu dell’azienda e le rappresentanze sindacali: Mauro Rossi (Fiom Cgil), Massimiliano Bindocci (Filcams-Cgil), Narcisa Pellegrini (Film-Cisl Toscana Nord). Per l’azienda era presente la responsabile delle risorse umane Lavinia Pupelli, oltre all’amministratore delegato Schiavolin.

«La società ha illustrato le linee guida del progetto di integrazione tra il gruppo Snai e il gruppo Cogemat – si legge nella nota dei sindacati –, evidenziando le prime iniziative avviate nei diversi cantieri istituti per l’efficientamento e l’ottimizzazione della struttura dei costi e dei processi. Inoltre la società ha reso noto alle organizzazioni sindacali le modifiche organizzative che coinvolgono le “seconde linee” delle varie aree del gruppo. La società ha ribadito che il processo di integrazione è finalizzato a rendere maggiormente efficiente la nuova organizzazione anche in considerazione della difficile pregressa situazione finanziaria e al fine di garantire la continuità aziendale. L’incontro odierno ha altresì rappresentato il primo passo di un percorso costruttivo che porterà le parti a confrontarsi preventivamente in merito all’evoluzione del progetto di riorganizzazione».

Insomma, se non è sbocciato l’amore, quanto meno non è scoppiata la guerra. «La sede di Porcari non si tocca – spiega Rossi – E già questo è un punto fermo. L’azienda ha iniziato il processo di ristrutturazione e riduzione dei costi dalle figure dirigenziali e dai quadri. Dei 32 responsabili di area, chiamati a riferire direttamente all’amministratore ne sono rimasti 13. Anche i benefit che i dirigenti avevano fino a ora sono in fase di valutazione». Tagli in arrivo anche sulle consulenze esterne e sulle sedi che le due società hanno in giro per l’Italia: a Roma, ad esempio, le sedi da 3 passano a 1, a Milano da 2 a 1. Anche i contratti a tempo indeterminato che lavorano nelle agenzie delle società in giro per l’Italia potrebbero non essere rinnovati.

Una stretta alla cinghia che ha l’obiettivo di rimettere in sesto i conti (Snai aveva un debito finanziario di 420 milioni e chiudeva costantemente in rosso i bilanci) senza dover intervenire sui dipendenti. Anche se il punto di caduta di questa ristrutturazione non è ancora stato individuato o almeno reso pubblico. «Con questi interventi la società riuscirà a risparmiare più di quanto immaginava. Il personale? Per ora non siamo entrati nel discorso degli organici. Il piano industriale ci verrà presentato il prossimo 13 aprile, pochi giorni dopo la pubblicazione del bilancio 2015 di Snai. A quel punto avremo il quadro completo». I sindacanti si dicono comunque rassicurati e oggi informeranno i dipendenti nel corso di un’assemblea.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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