Il presidio
Pagani sferza i colleghi: «Dobbiamo reagire ai tagli»
SILLANO. «I servizi se ne vanno e non c'è alcuna programmazione lungimirante». Il sindaco di Sillano Giuncugnano, Roberto Pagani, porta di nuovo all'attenzione dell'opinione pubblica i diversi...
SILLANO. «I servizi se ne vanno e non c'è alcuna programmazione lungimirante». Il sindaco di Sillano Giuncugnano, Roberto Pagani, porta di nuovo all'attenzione dell'opinione pubblica i diversi problemi legati alla sanità. In particolare, Pagani accusa la Regione di aver abbandonato il progetto dell'ospedale unico sancendo così la fine dell'assistenza sanitaria nella Valle del Serchio: «E su questo noi sindaci abbiamo il dovere di reagire compattamente».
Anche gli investimenti previsti non tranquillizzano Pagani e nemmeno i cittadini: «Si plaude da più parti ad una promessa di finanziamento per i due presidi per ammodernare le due strutture ma non ci si rende conto della totale assenza di una programmazione lungimirante capace di garantire servizi anche nei prossimi decenni, di una disorganizzazione grave nei servizi, dei rischi che quotidianamente corrono malati ed operatori sanitari, malati acuti che vengono portati dal Pronto Soccorso di Castelnuovo all'Ospedale di Barga distante 13 Km, dove mancano i servizi di diagnostica d'urgenza TC, radiologia tradizionale, laboratorio analisi, consulenze specialistiche». Quei 13 km che per Pagani sono «la corsia ospedaliera più lunga del mondo» tra frane e semafori: «I cittadini assistono increduli e rassegnati ad un clima di reale smobilitazione dei servizi – prosegue – sul sito dell'Asl si legge che la Medicina della Valle del Serchio è “ad esaurimento».
Di chi o di che cosa? Il punto nascita di Barga è uno dei 98 che ,a livello nazionale, è stato messo sotto osservazione da parte del Comitato percorso nascite nazionale del Ministero della salute, in quanto non in grado di rispettare i parametri dell’accordo Stato Regione del 2010. Quale futuro si potrà garantire alla struttura? Intanto si continua a navigare a vista, risorse economiche sprecate per mantenere in funzione doppi servizi, inefficaci, su due strutture mentre dovremo cominciare a pensare ad indirizzare le spese su una suddivisione più razionale dei servizi con un ospedale per acuti da una parte e un ospedale rivolto alla riabilitazione e servizi verso le malattie croniche e degenerative dall'altra».
Luca Dini
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