Misterioso decesso di un detenuto nella cella del carcere
Nessuna lesione sul corpo senza vita del giovane di Massa. Forse un malore mentre azionava il fornellino a gas
LUCCA. Un detenuto l’ha visto riverso sul pavimento della cella che condivideva con altri tre compagni nel carcere di San Giorgio e ha dato subito l’allarme. Alcuni agenti della polizia penitenziaria sono corsi a vedere cosa era accaduto e hanno trovato Domenico Chiodo, 30 anni, nato ad Acerra e residente a Massa, sposato e padre di tre figli, privo di conoscenza. È stato avvertito il medico del carcere e un’ambulanza è giunta alla casa circondariale. Ma per il giovane detenuto - in carcere per reati contro il patrimonio e con fine pena 2018 - non c’era più nulla da fare.
L’indagine. Sul decesso di Chiodo stanno svolgendo accertamenti i carabinieri del nucleo investigativo diretti dal capitano Floris legati soprattutto al controllo del detenuto da parte della polizia penitenziaria. Sul corpo senza vita del giovane non sono state trovate ecchimosi, contusioni, segni di aggressioni e tantomeno ferite di arma da taglio. Viene quindi esclusa l’ipotesi che qualcuno possa averlo ucciso o comunque aggredito provocandone la morte. I tre detenuti che si trovano in cella con lui nel momento in cui è stato trovato cadavere erano fuori dalla stanza della galera. Quando l’hanno lasciato si stava preparando da mangiare scaldando il cibo con il fornellino a gas. E proprio su quel fornello si stanno concentrando le indagini della procura della Repubblica. Il magistrato Elena Leone ha nominato il medico legale Stefano Pierotti che nel tardo pomeriggio di ieri ha eseguito l’esame autoptico e i riscontri tossicologici necessari per chiarire meglio le cause del decesso. Sono state escluse cause imputabili a terze persone.
Malore improvviso. Tra le ipotesi sembra farsi strada quella di un malore improvviso causato dall’esalazione di gas venefico contenuto nella bomboletta per accendere il fornellino da camping e capace di provocare un arresto cardiaco. L’anatomopatologo consegnerà tra 60-90 giorni la relazione al magistrato e soltanto allora sarà possibile saperne di più. Domenico Chiodo era ritenuto un detenuto modello e prestava in carcere la sua opera lavorativa. Ancora non si conosce la data dei funerali.
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