Il Tirreno

Lucca

Bus al posto dei treni, ma lo sanno solo pochi viaggiatori

di Luigi Spinosi
Bus al posto dei treni, ma lo sanno solo pochi viaggiatori

Viaggio sulla linea ferroviaria Lucca-Montecatini dopo la frana, tra rallentamenti, ritardi e passeggeri non informati

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LUCCA. Parlare di viaggio allucinante, per citare il titolo di un famoso romanzo di Asimov, sarebbe sbagliato e ingiusto. Forse più corretto sarebbe parlare di “viaggio strano”. È quello lungo la “ferrovia azzoppata”, la Lucca-Pistoia dove da sabato, da quando sono ripresi i passaggi dei treni dopo un giorno di stop causa frana , si viaggia a rilento. Nel senso letterale del termine.

Poco prima di Altopascio gli operai sono ancora al lavoro per consolidare la massicciata, ma interrompere il via vai di treni lungo una delle linee più transitate della Toscana non era pensabile. Da qui la soluzione di far convivere il passaggio dei treni con la presenza del cantiere, facendo passare i convogli a passo d’uomo. Un rallentamento che si traduce in ritardi, che accumulandosi rischiano di far saltare tutti gli orari. Per risolvere la situazione una valvola di sfogo, che, alla prova dei fatti, sembra funzionare, almeno in parte senza disagi: ridurre le corse nella fascia oraria meno utilizzata. O, meglio, ridurre le corse sul tratto incriminato, facendo fermare parte dei treni che arrivano da Ovest a Lucca, e parte di quelli che arrivano da Est a Pescia, in questo caso sostituendoli con dei pullman.

Quali gli effetti in pratica? Beh, l’unico modo per valutarlo è indossare i panni del viaggiatore, nella fascia oraria incriminata, quella pomeridiana. È in questo il momento della giornata, considerato più tranquillo, in cui le Ferrovie hanno scelto di ridurre i passaggi. E non per sole due ore, come dichiarato da Ferrovie dello Stato al Tirreno il giorno prima. Le interruzioni/sostituzioni iniziano attorno alle 14,30 e, come spiega il personale a domanda precisa, vanno avanti fino alle 18,45, con l’ultima corsa dei pullman tra Pescia e Lucca.

Comunque arrivati in stazione a Lucca (attorno alle 14 di giovedì 17) tutto sembra normale: sul display non compaiono annunci particolari. Solo una scritta che si ripete continuamente, per avvertire che sulla linea Lucca-Pistoia i treni potrebbero subire ritardi o soppressioni. Ma non in quel momento. Il treno per Firenze delle 14,31 arriva abbastanza puntuale, ma proprio mentre stiamo salendo un’ultima occhiata al display fa scoprire che entrambi i treni per Firenze della fascia oraria delle 15 (alle 15,31 e alle 15,39) si fermeranno a Lucca, lasciando i passeggeri diretti verso Firenze senza treni fino alle 16,31. La speranza è che si tratti di un errore del tabellone, ma il treno nel frattempo parte, e il destino di quei viaggiatori resterà un mistero.

Intanto il convoglio va per la sua strada, arriva alla stazione di Porcari e riparte, senza intoppi, fino ad arrivare al punto della frana. Il rallentamento qui era previsto, e il ritardo conseguente era valutato in 5/6 minuti. L’impressione però è che la realtà sia un po’ diversa. Infatti il treno prima rallenta fino a fermarsi, riparte e si ferma ancora e, infine, passa nel punto critico. Lentissimo, come è giusto che sia. Alla fine, quando il treno arriverà a Montecatini, i minuti di ritardo saranno 24 (arrivo previsto alle 14,59, arrivo reale alle 15,23). Pazienza, almeno per noi che non avevamo coincidenze.

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Adesso non resta che tornare indietro. Il primo treno per Lucca, indicato dai tabelloni, passerà alle 15,57. Poco dopo, alle 16,28, ne è previsto un altro. Ma secondo il display luminoso quel treno si fermerà a Pescia. È uno di quelli “azzoppati”, nel senso che arriverà nella cittadina dei Fiori, si fermerà, e poi tornerà verso Firenze. Lì, in stazione, ad aspettare ci saranno i pullman. Ma lo sappiamo solo perché ci siamo informati prima. Anche a cercarlo, non solo sui tabelloni, nessun avviso, nemmeno acustico, segnala che esiste quel servizio navetta. Questo forse spiega perché quel treno è pressoché vuoto. Chi era diretto a Lucca, o in Versilia, basandosi solo sui tabelloni avrà preferito scegliere un altro convoglio. Alla fine il dubbio ti assale. Ci saranno davvero i bus ad aspettarci? La rassicurazione arriva, dietro precisa domanda, dal controllore. Ma alla fine, arrivati a Pescia, appena una manciata di persone, presumibilmente già informate, esce dalla stazione. Lì due bus gran turismo, per chi è diretto a Lucca, e un pulmino Mercedes per chi deve andare a Montecarlo. Un pulmino che sarebbe stato più che sufficiente anche per i viaggiatori diretti a Lucca. Beh, almeno non ci si può lamentare del sovraffollamento. Altopascio, Porcari, Tassignano e finalmente siamo a Lucca. Comodamente sì, ma sono le 17,44. Il treno, se fosse passato, sarebbe dovuto arrivare alle 17,23. Per fortuna almeno noi non avevamo coincidenze.

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