Trauma cranico, grave un pugile di 41 anni
L’amatore è caduto all’indietro per schivare un colpo alla palestra Isi del Pertini. Trasportato a Cisanello è stato operato nella notte
LUCCA. Un pugile amatore di 41 anni, Francesco Maida, è ricoverato in gravi condizioni all’ospedale Cisanello di Pisa dopo essere caduto all’interno della palestra Isi dell’istituto secondario superiore Sandro Pertini in via Cavour fuori le Mura urbane. Nella notte il pugile è stato operato e ora è in coma nel reparto di neurorianimazione ed è in prognosi riservata.
Il pugile per hobby si stava allenando con i ragazzi della Pugilistica Lucchese che, dopo essere stati costretti a lasciare la palestra dello stadio Porta Elisa, da un po’ di tempo lunedì, mercoledì e venerdì si allenano in quella messa a disposizione, grazie all’interessamento dell’assessore allo sport Celestino Marchini, dall’amministrazione comunale. L’appassionato di boxe, sposato e che abita nella periferia cittadina, è arrivato in palestra dopo le 19 e dopo aver fatto alcuni esercizi di riscaldamento ha iniziato con la tecnica di allenamento basata sui movimenti necessari per schivare o parare i colpi. Stando a quanto riferiscono dalla Pugilistica Lucchese improvvisamente il pugile amatore ha effettuato un brusco movimento sbilanciando il corpo all’indietro e andando giù di testa in modo da battere il cranio sul parquet. L’incidente si è verificato alle 20,30, mezz’ora prima dell’orario di chiusura della palestra dell’Isi.
«È stato subito soccorso sia da un altro pugile amatore, sia dagli atleti che si stavano allenando. - sostiene l’addetto stampa Maurizio Barsotti che si tiene in contatto telefonicamente con i dirigenti della Pugilistica - Nella caduta ha battuto la testa, ma almeno all’inizio era cosciente. Ci siamo impauriti perché ha iniziato a vomitare ed è stata chiamata un’ambulanza che l’ha trasferito in codice rosso al pronto soccorso del San Luca». Lì, una volta visitato dai medici, è stato predisposto a titolo precauzionale il trasferimento al nosocomio pisano. Ad assistere lo sfortunato pugile a livello amatoriale sia i familiari che il maestro Giulio Monselesan. «La Pugilistica è aperta a chi vuol provare la preparazione e l’apprendimento delle tecniche pugilistiche a livello amatoriale senza contatto. - conclude Barsotti - Noi vogliamo che le persone si divertano facendo sport. Una cosa del genere non ci era mai capitata. Speriamo che tutto si risolva nel migliore dei modi». (l.t.)
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