Il Tirreno

Lucca

«Abbandonati a noi stessi senza alcuna informazione»

«Abbandonati a noi stessi senza alcuna informazione»

Il racconto di chi è rimasto bloccato nelle stazioni di Lucca o Altopascio Pochi passeggeri usuali e molti turisti, tra cui un gruppo proveniente dal Texas

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ALTOPASCIO. Quando viaggiare diventa un’avventura. Ma non tutti sono esploratori, o persone che cercano nuove esperienze di vita, soprattutto se sei un pendolare che fa lo stesso percorso tutti i giorni o quasi e se per muoverti usi un treno regionale. Ecco, in quel caso molti farebbero a meno dell’avventura. E certo ne avrebbero fatto a meno molti dei viaggiatori che si muovevano sulla linea Firenze-Lucca-Viareggio e che ieri si sono trovati a fare i conti con le conseguenze della frana di Badia Pozzeveri. Una frana che, magra consolazione, essendo avvenuta al ridosso del fine settimana, ha penalizzato solo in parte i pendolari classici. A vivere il disagio sono stati soprattutto turisti o persone comunque impegnate in viaggi di piacere. Viaggiatori almeno in teoria più disposti ad accentare “l’avventura” compresa nel biglietto, anche se non pare che sia stato questo il caso. Almeno a giudicare dalle reazioni di chi si trovava alla stazione di Altopascio, là dove tutti i treni provenienti da Firenze erano costretti a fermarsi, o a quella di Lucca, da cui non potevano partire i treni diretti verso la Toscana orientale.

Caos ferrovia: i treni ripartono, ma lenti

Certo, c’erano le navette sostitutive, una decina di pullman che facevano la spola da Lucca ad Altopascio e viceversa. E i disagi non sono mancati. Alla stazione di Lucca, si lamentano alcuni pendolari, i bus per il trasporto c’erano, ma non sono stati segnalati. «Comprendiamo il disguido eccezionale, ma nessuno ci ha avvisato dell'interruzione e del servizio bus, neanche dagli altoparlanti» dice Angela Zarcone. «Alla stazione di Lucca – si legge invece sulla pagina Fb “Pendolari report” – non viene comunicata la presenza di bus sostitutivi, spargete la voce». Inoltre «i treni che partono da Altopascio non aspettano i bus». E viceversa, viene da aggiungere ad ascoltare le testimonianze dei viaggiatori. Perché se è vero che i treni partivano senza aspettare i bus, anche molti pullman si sono messi in moto davanti alle stazioni, a Lucca come ad Altopascio, senza attendere quelli che scendevano dal treno.

Da parte di Trenitalia viene detto che in realtà il movimento di bus navetta è stato ininterrotto, visto che c’erano dieci mezzi a disposizione, e che sì, può essere capitato che qualche viaggiatore, uscito dalla stazione, abbia potuto vedere il pullman allontanarsi («Il bus una volta pieno non poteva caricare altre persone», viene spiegato), ma l’attesa in quel caso non è mai stata eccessiva. Un po’ peggio è andata a chi invece del pullman ha perso, nel gioco delle coincidenze, il treno dall’altra parte dell’interruzione. Certo, il problema, sotto forma di guasto (o di frana come in questo caso) può succedere, ma il rimprovero fondamentale che è stato mosso dai viaggiatori ha riguardato un altro aspetto, quello dell’informazione, scarsa o inesistente. E sì che la linea era interrotta da venerdì pomeriggio.

«Sono partita da Montecatini diretta a Sarzana – racconta al Tirreno una delle viaggiatrici rimaste bloccate ad Altopascio – e quando siamo saliti il capotreno ha detto che saremmo arrivati a Viareggio. Noi abbiamo preso quel treno, siamo arrivati ad Altopascio e lì il treno si è fermto, e non ripartiva. Solo dopo 5 minuti ci hanno comunicato che il treno sarebbe ripartito, ma alla volta di Santa Maria Novella, non verso Viareggio. Siamo scesi, qua ad Altopascio la biglietteria non c’è, nessuno ci ha dato informazioni e non c’era nessuno a cui chiedere. Scopriamo che c’è un pullman, e allora cerchiamo di prenderlo. Usciamo dalla stazione e il pullman dove si trova? Dalla parte opposta. Fuori dalla stazione troviamo un parcheggio, non sappiamo dove è il pullman perché non siamo di qua, non sappiamo a chi chiedere. Noi che siamo turisti, stranieri o italiani, ci sentiamo persi, non sappiamo che fare, dove fare il biglietto». Un’informazione carente insomma, al punto che in molti, e la testimonianza lo dimostra, non sapevano che quello che dovevano prendere era un bus sostitutivo (e per il quale non c’era bisogno di fare un nuovo biglietto), ma credevano di dover prendere un pullman di linea che faceva una linea analoga a quella del treno.

«Alla stazione di Montecatini – continua la testimonianza – non ci è stato comunicato nulla. Sui monitor c’era scritto soltanto che c’erano problemi a Lucca e a Pescia, per il maltempo, ma niente di più. Noi adesso siamo qua, spaesati, e non sappiamo cosa fare». Magari potevano bastare qualche foglio A4, un pennarello e un po’ di nastro adesivo almeno per dare un po’ di informazioni base ai viaggiatori, che arrivati ad Altopascio si sono messi alla ricerca della fermata dei pullman (dopo averne scoperto da soli l’esistenza) senza sapere che la navetta sarebbe arrivata lì da un momento all’altro. Certo, non un bel biglietto da visita, nemmeno per il gruppo di texani diretti a Viareggio e che, seppur abituati ai grandi spazi, sono rimasti spaesati lì, in mezzo al piazzale della stazione di Altopascio.

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