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Prima rubano gli scatoloni poi svaligiano la ditta accanto
I ladri hanno tentato il furto nell’azienda Fo.g ma sono stati messi in fuga dall’allarme che è scattato a quel punto hanno puntato la Bime e da qui hanno portato via un bottino di decine di migliaia di euro
LUCCA. Decine di migliaia di euro fra assegni, banconote e oggetti di elettronica pronti per la vendita, oltre al furgone bianco utilizzato dalla ditta per le consegne. È il lauto bottino che, nella notte fra mercoledì e giovedì, ignoti sono riusciti a trafugare dall'azienda Bime di San Concordio. Un furto ben organizzato messo a segno, con tutta probabilità, da qualcuno che conosceva la zona.
Arrivati in via della Formica, infatti, i ladri si sono prima diretti nella struttura della vicina ditta FO.G, specializzata nella fornitura di materiali isolanti e componenti per la climatizzazione. Una volta lì, hanno forzato la porta di ingresso tentando di rubare alcuni climatizzatori esposti nei pressi dell’entrata ma, sorpresi dall'allarme, si sono dati alla fuga, non prima di aver operato un buco nella rete per raggiungere il fosso adiacente. Adagiando a terra un grande pancale recuperato sul retro della FO.G e utilizzandolo a mo’ di ponticello, hanno così attraversato il canale, portando via in direzione dei campi anche diversi scatoloni vuoti. «Ci siamo accorti del furto dei cartoni la mattina dopo – racconta la titolare Antonella Del Guerra – poiché abbiamo trovato sparsi, senza alcuna protezione, i numerosi controsoffitti che questi contenevano». Scatole alla mano, passando per l’erba alta, come dimostrano le numerose impronte lasciate sugli sterpi, e attraversando il fosso vicino, i malfattori hanno così raggiunto l’edificio sede della ditta Bime. È qui che, scavalcata la recinzione, hanno messo a segno il colpo più grosso. «Ho scoperto quanto accaduto quando sono arrivato la mattina intorno alle 8 – spiega Simone Massei, uno dei dipendenti – Ho visto la porta di ingresso letteralmente divelta, tolta dai cardini e appoggiata di lato. Ho capito immediatamente la situazione: appena entrato dentro, non riuscivo a credere ai miei occhi». Varcata la soglia, sul bancone e sul pavimento c’era quello che restava degli strumenti utilizzati dai malviventi per sottrarre il materiale. «Qui intorno ho trovato pancali, carrelli, transpallet: tutto ciò di cui si erano serviti per trasportare la merce fino all'esterno del capannone». I ripiani sui quali, fino al giorno prima, erano riposti e ben organizzati, prese, cavi, spine, interruttori da quadro ed altro ancora, apparivano del tutto svuotati. Oggetti, questi, che i malfattori avrebbero prontamente collocato negli scatoloni rubati alla FO.G per facilitarne e velocizzarne il trasporto, addirittura sigillando i contenitori con del nastro adesivo perché non si rovesciassero durante il tragitto, come dimostrano le tracce lasciate in giro. «Nello stesso modo, per riporre la refurtiva, hanno utilizzato anche i quattro bidoni della spazzatura: sapevano esattamente dove trovare quello che cercavano – afferma Simone Massei – Inoltre, sono passati per alcuni corridoi senza spostare niente, mentre sono andati a colpo sicuro a prendere i prodotti di una nota marca. Hanno portato via tutto quello che avevamo, compreso un registratore di cassa all'interno del quale c’erano assegni e banconote. Lo tenevamo in un punto particolare del negozio e soltanto qualcuno a conoscenza del nascondiglio avrebbe potuto trovarlo. Non dimentichiamo poi che hanno colpito al buio: è impossibile che lo abbiano scoperto casualmente». Un modo di agire, quello dei malviventi, che lascerebbe pensare a dei professionisti. Dalla centralina dell’allarme letteralmente strappata e gettata nel fosso, alla telecamera di sorveglianza girata in modo da non permetterle di inquadrare gli ambienti: niente è stato lasciato al caso. «Una volta sottratto tutto il materiale - continua Simone Massei - si sono diretti al furgone bianco della ditta che tenevamo parcheggiato sul piazzale e, manomettendo il cancello automatico, sono scappati con quello. Probabilmente, lo hanno utilizzato per caricare una parte della merce, ma erano sicuramente organizzati anche con altri mezzi». Ai dipendenti non è rimasto altro da fare che contattare il responsabile dell’azienda e sporgere denuncia.
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