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Inchiesta sui permessi Ztl, nel mirino il comandante
Verifiche sugli ingressi nella zona off-limits di auto private del personale
LUCCA. Ruota attorno alla figura del comandante della polizia municipale Stefano Carmignani, 52 anni, l’indagine della procura della Repubblica che vuol far luce su possibili irregolarità avvenute al comando dei vigili urbani. Per questo ieri mattina 9 carabinieri della squadra di polizia giudiziaria incaricati dal procuratore facente funzioni Fabio Origlio hanno varcato la soglia di palazzo Orsetti, del quartier generale delle guardie municipali in piazzale San Donato e della sezione lucchese dell’associazione italiana arbitri all’Arancio. I militari hanno chiesto all’amministrazione comunale (al sindaco Alessandro Tambellini e all’assessore al personale Francesco Raspini) di acquisire una serie di documentazione legata ad autorizzazioni concesse, nonostante la mancanza di requisiti, ad auto private nella disponibilità del personale in forza alla polizia municipale o a privati vicini a personale in servizio al comando per oltrepassare senza beccarsi la contravvenzione la zona a traffico limitato. Il sospetto è che pubblici uffici in servizio alla polizia municipale abbiano avuto accesso alla Ztl con i propri mezzi senza avere un regolare permesso come per tutti gli altri cittadini.
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Per ora nessun indagato. Un’indagine che parte da lontano e che prende in esame il periodo che va dall’ottobre 2014 sino a nostri giorni ed è frutto di esposti-denuncia presentati più volte all’ufficio requirente con particolare riguardano verso il comandante Stefano Carmignani che, al momento, non figura nel registro degli indagati e che è stato avvisato dall’amministrazione del blitz della polizia giudiziaria al comando della municipale. Proprio 15 mesi fa Carmignani divenne comandante-dirigente dei vigili urbani dopo aver vinto la selezione bandita dalla giunta Tambellini ad agosto 2014. Selezione che si era conclusa con il verdetto della commissione aggiudicatrice che aveva ritenuto l’ex comandante di Rosignano e in quel frangente comandante facente funzioni di Lucca il migliore tra i 20 candidati risultati idonei a sostenere la prova (solo 7 la sostennero realmente).
Circostanze da verificare. La polizia giudiziaria ha acquisito le immagini dei varchi Ztl che fotografano le targhe e gli orari di uscita e ingresso dal lavoro del comandante e di alcuni vigili. E contestualmente ha fatto visita anche all’ufficio personale del Comune per acquisire i fogli delle presenze del comandante e degli agenti in servizio in modo da incrociare i dati. L’ipotesi su cui lavorano gli inquirenti è legata a una gestione diretta del comando di piazzale San Donato sul database su cui vengono inserite le targhe delle auto che hanno il permesso di entrare nella zona a traffico limitato. In pratica alcune vetture, nonostante fossero sprovviste di permesso, sarebbero fatte entrare dai varchi telematici pure senza averne diritto.
Auto di servizio. C’è poi un altro aspetto su cui la procura sta lavorando. L’uso dell’auto civetta della polizia municipale per il servizio in borghese. Gli investigatori vogliono verificare se è stata usata anche fuori l’orario di lavoro. E stanno facendo accertamenti sia sul comandante sia su persone a lui riconducibili.
Sezione arbitri. Sia ieri mattina che nei giorni scorsi la pg ha fatto un salto negli uffici della sezione Aia «Mario Gianni» . Il motivo? Semplice. Carmignani da anni è in organico come osservatore arbitrale. Prima di Can D e adesso di Lega Pro. Quindi viene inviato nei campi della vecchia serie C. Domenica 17 gennaio, ad esempio, era a Pordenone per assistere al match tra i ramarri e la Pro Piacenza mentre il 13 dicembre era all’Arena Garibaldi per valutare l’arbitro che dirigeva Pisa-Maceratese. La procura vuol capire se in quelle date il comandante risultava in servizio e se veniva utilizzava o meno l’auto in uso alla pattuglia in borghese. Soprattutto gli inquirenti vogliono stabilire con certezza se la presenza in borghese di Carmignani era legata o meno al servizio.
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