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Carmignani: «Non sono persona adatta a parlare della vicenda»

Carmignani: «Non sono persona adatta a parlare della vicenda»

Il comandante amareggiato preferisce non rilasciare dichiarazioni. Il Comune: «Siamo a disposizione per l’acquisizione dei documenti»

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LUCCA. «Guarda di quanto è accaduto al comando non ne so niente. E sono la perso meno adatta a parlarne. Ti saluto».

Poche parole scambiate al cellulare in cui si leggono amarezza e stupore quelle del comandante della polizia municipale Stefano Carmignani, 52 anni, nativo di Montecarlo, una carriera iniziata nel 1987 come agente della polizia municipale di Capannori e poi proseguita nei vigili urbani di Porcari. Nel 1997 passa al comune di Rosignano Marittimo come vice comandante della municipale, poi come comandante temporaneo e infine nel 2010, dopo aver un concorso si trasferisce in mobilità (aveva subito una rimozione dalla posizione apicale a seguito di una querelle con l’amministrazione comunale), alla polizia municipale di Lucca con l’incarico prima di vice comandante, poi di comandante facente funzioni e infine nell’ottobre 2014 al termine di una selezione con 20 candidati tra cui il comandante della polizia municipale di Pistoia, Napolitano. Il suo unico hobby è il calcio. Per meglio dire l’arbitraggio. Prima direttore di gara nei campionati minori, poi guardialinee in serie C e infine osservatore arbitrale per l’Aia di Lucca.

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In merito alla notizia dell'acquisizione di atti e documenti da parte della procura della Repubblica negli uffici comunali, l'amministrazione esprime, verso i soggetti preposti agli accertamenti del caso, volontà di piena collaborazione. «Al momento attuale - si legge nella nota dell’ufficio stampa del comune - non è possibile da parte dell'amministrazione alcuna valutazione di merito rispetto agli accertamenti in questione. Ogni giudizio è rimandato dunque al momento in cui il quadro d'insieme sarà chiarito». Al momento infatti non ci sono indagati e l’amministrazione preferisce attendere gli sviluppi. (l.t.)

 

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