Il Tirreno

Lucca

I dubbi sugli Assi viari «Benefici solo parziali»

di Luca Cinotti
I dubbi sugli Assi viari «Benefici solo parziali»

La valutazione del Consiglio superiore dei lavori pubblici sul progetto «Con questo tipo di strade sollevata dal traffico solo la Circonvallazione»

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LUCCA. Cinquantadue pagine, pienedi osservazioni, considerazioni, suggerimenti. E di dubbi. Quelli dei tecnici che compongono l’assemblea generale del Consiglio superiore dei lavori pubblici, che la scorsa settimana hanno valutato il progetto preliminare degli Assi viari. Alcune delle osservazioni, a partire dalla questione del sottopasso dell’acquedotto, erano note. Altre - soprattutto quelle di ordine generale - non erano finora affiorate alla superficie.

Il Consiglio superiore è un organo tecnico e, dunque, non entra nel merito delle scelte politiche. Lavora sui dati: «Il presente parere - scrive - è riferito al progetto preliminare nel suo complesso, cui si riferisce la documentazione presentata. Si prescinde pertanto, in questa sede, da qualsiasi valutazione circa la possibile articolazione in lotti». Ma anche le osservazioni tecniche possono avere “esiti” politici. Soprattutto se mettono in dubbio la reale potenzialità del progetto: il Consiglio, valutando lo studio di traffico disponibile (che poi, spiega, è stato aggiornato), ritiene che «le opere previste non potranno pienamente corrispondere agli obiettivi di progetto. Il beneficio conseguibile sarà dunque solo parziale». Giudizio che si basa, appunto, sullo studio di traffico allegato al progetto, secondo il quale, nel medio-lungo periodo le nuove strade potrebbero andare incontro a «fenomeni di saturazione». Ma c’è di più. Secondo il Consiglio, la tipologia di strada scelta (la “C”, extraurbana secondaria ad unica carreggiata) ha caratteristiche «non pienamente idonee al conseguimento degli obiettivi. Se, infatti, le opere potranno effettivamente assicurare il collegamento tra la Ss1 e l’autostrada, escludendo così la cinta viaria attorno al centro di Lucca dagli itinerari di media e lunga percorrenza, non si ritiene invece che esse costituiscano una soluzione ottimale per la funzione di distribuzione nel territorio urbano, per la quale infatti il Codice della strada e la normativa tecnica prevedono differenti tipologie, maggiormente efficaci, sia riguardo ai volumi di traffico da servire, sia rispetto alla possibilità di collegarsi più diffusamente - sebbene con velocità di progetto inferiori - alle altre infrastrutture appartenenti alla rete di viabilità». Un assist a chi - come il presidente della Provincia e sindaco di Capannori Luca Menesini - sostiene che il progetto così com’è serve solo a liberare la Circonvallazione dal traffico di attraversamente, senza portare benefici (anzi) alla Piana. Non a caso le alternative proposte mercoledì da Menesini contengono più collegamenti fra le strade esistenti e i nuovi assi, che non dovrebbero più correre in “autonomia”, tagliando in due la Piana.

Il Consiglio superiore «ritiene opportuno dare corso a un piano di rilievi del traffico per valutare la funzionalità degli interventi che verranno realizzati». “Propone”, e non “dispone” od “ordina”. Perché le valutazioni del Consiglio sono suggerimenti e non imposizioni. Anche se è difficile pensare che, nell’elaborazione del progetto definitivo, non vengano tenute in cosiderazioni altre proposte, come quella di raddoppiare (da cinquanta centimetri a un metro) la “luce” fra alcuni ponti e i corsi d’acqua attraversati, per evitare problemi in caso di piena o inondazione.

Oppure - ma qui sembra esserci già un accordo, almeno a livello informale - si dovrà tener conto delle criticità riscontrate nel sottoattraversamento dell’acquedotto del Nottolini, previsto con un tunnel di oltre un chilometro di lunghezza. Ad esempio, si fa notare come non ci siano dati precisi sulla “solidità” del pilastro dell’acquedotto interessato: «Per definire questo delicato intervento nel 2012 sono stati eseguiti, a cavallo di un pilastro dell’acquedotto, due sondaggi e una prove di tomografia elettrica. Purtroppo, le informazioni e i dati raccolti da questa indagine - di tipo indiretto – non sono sufficienti a stabilire, con ragionevole certezza né il tipo, né la quota delle fondazioni del pilastro interessato dalla nuova sede stradale».

Per questo - e anche per altri motivi - il Consiglio propone di “cassare” il passaggio sotterraneo e di rimanere in superficie, “sdoppiando” la nuova strada sotto due archi: servirebbe una deroga, ma per i tecnici si può ottenere facilmente. E, cosa non da poco, si potrebbe risparmiare una bella cifra: il solo tunnel del Nottolini costa infatti oltre 25 milioni di euro.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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