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Meningite, 56enne ricoverato a Lucca: non è contagiosa
L'uomo ha accusato i primi sintomi nella notte di martedì 19 gennaio. Le analisi escludono che si tratti di meningococco
LUCCA. Un uomo di 56 anni, di San Michele di Moriano, è stato ricoverato all'ospedale San Luca per una sospetta meningite. Le prime indagini effettuate dai medici - fa sapere l'Asl 2 di Lucca - escluderebbero, al momento, che si possa trattare di un meningococco. Stando sempre a quanto comunica l'Asl 2, non sarebbe quindi necessaria la profilassi antibiotica a tutti coloro che sono entrati in contatto stretto col paziente portatore di un meningococco dei vari ceppi. Nessun allarme, dunque, per la sicurezza dei familiari e di quanti si sono trovati a frequentare gli stessi luoghi del 56enne.
All’ospedale “San Luca” proseguono intanto le cure per stabilizzare il paziente, che sta rispondendo bene alle terapie. Giovedì 21 gennaio arriveranno le risposte degli ulteriori accertamenti eseguiti oggi per individuare la causa esatta dell’infezione e, quindi, per la necessaria conferma della diagnosi. "La meningite che ha contratto il paziente non è contagiosa - spiega il direttore del dipartimento di igiene dell'Asl 2 di Lucca, Alberto Tomasi - perché non è meningococcica ma è comunque meningite. Questo è ciò che è emerso dalle prime analisi anche se ora dovremo aspettare la conferma da Firenze".
Lo scorso 14 gennaio un ragazzo di 30 anni di Chiesina Uzzanese era stato ricoverato con una meningite di tipo C. Le sue condizioni sono in graduale miglioramento tanto che da ieri, martedì 19 gennaio, il trentenne si è svegliato e respira da solo: i medici fanno sapere che no è ancora fuori pericolo ma il decorso è positivo.
Aggiornamento di giovedì 21 gennaio. Gli ulteriori accertamenti effettuati dal personale sanitario hanno confermato che la meningite batterica diagnosticata ad un uomo di 56 anni, residente nella zona del Morianese a Lucca e attualmente ricoverato all’ospedale “San Luca”, non è da meningococco. Il tipo riscontrato è da pneumococco e quindi, non trattandosi di forma contagiosa e diffusiva, non è necessaria alcuna forma di profilassi per i familiari e per coloro che hanno frequentato gli stessi luoghi del paziente, che continua a rispondere bene alle terapie alle quali è sottoposto in ospedale.
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