Il Tirreno

Lucca

la rabbia degli ambulanti

Via all’azione legale fissato l’incontro

LUCCA. «Organizzeremo a breve un incontro tra gli operatori del mercato e le associazioni di categoria che ci supportano in questa impresa assurda e irragionevole. E, se necessario, andremo avanti,...

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LUCCA. «Organizzeremo a breve un incontro tra gli operatori del mercato e le associazioni di categoria che ci supportano in questa impresa assurda e irragionevole. E, se necessario, andremo avanti, promovendo anche un'azione legale nei confronti del Comune di Lucca, fino a far valere le nostre ragioni. Che significano la sopravvivenza di oltre 130 famiglie». Sono più che mai arrabbiati i venditori ambulanti del mercato di via dei Bacchettoni contrari al trasferimento dei banchi alle Tagliate «un luogo fuori mano che non ci consentirà di soddisfare le nostre esigenze lavorative e per giunta con caratteristiche assai peggiori di quello attuale, anche se il Comune vuole farci credere il contrario, propinandoci soluzioni fuori da ogni realtà», afferma una loro rappresentanza presente all'incontro dello scorso mercoledì, quando c'è stato il "no" tassativo dell'assessore Giovanni Lemucchi e del dirigente Graziano Angeli alle richieste degli interessati di rimanere nella sede che occupano da anni e dove dicono di lavorare molto bene. All'assemblea, che sarà convocata entro una decina di giorni, parteciperanno anche Confcommercio, Confesercenti, fermi sulle proprie posizioni, secondo cui ci sarebbero tutti i presupposti per fare ricorso al Tar. Anche in virtù del fatto che il Comune non avrebbe rispettato gli accordi per la concertazione, come ha ribadito Valentina Cesaretti di Confesercenti, emettendo una delibera pochi giorni prima dell'incontro in Comune con gli ambulanti e cercando di imporre il trasloco al 15 febbraio, quando per legge ciò non è assolutamente possibile. Ma non è tutto perché nel frattempo gli operatori e le associazioni di categoria intendono varcare i confini locali, sottoponendo la questione a livello nazionale. C'è dunque da aspettarsi una lunga battaglia che gli interessati sono pronti a combattere con ogni mezzo lecito, smontando punto per punto tutte le motivazioni che l'amministrazione comunale adduce per il trasloco. Si affilano dunque le armi, mentre gli operatori continuano a chiedere, finora senza ricevere risposta, perché, ad esempio, le normative Asl valgono soltanto in questo caso specifico, mentre tutto si concede ad altri eventi. Per non parlare di sicurezza, parcheggi e servizi igienici di cui si è discusso ampiamente con esempi palesi, ma sui quali i vertici comunali sono finora irremovibili.

Rossella Lucchesi

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