Italia
Parte la valutazione ambientale per l’impianto di carbonizzazione
Entro 90 giorni la Regione sarà chiamata a esprimersi sull’impianto previsto a Salanetti per trasformare in lignite gli scarti organici e contestato da comitati e associazioni ambientaliste
CAPANNORI. Un passo verso la realizzazione, da alcuni auspicata, da altri temuta, dell’impianto di carbonizzazione idrotermale che la Creo srl dell'imprenditore lucchese Luca Gelli intende realizzare nell'area di Salanetti a Zone (uno dei due previsti in Toscana, l'altro è a Piombino, in zona porto).
In attesa che venga completato il passaggio della competenza sull’ambiente alla Regione, la Provincia ha avviato a fine dicembre l’iter dell’assoggettabilità alla valutazione di impatto ambientale (la Via) del nuovo impianto sul territorio comunale di Capannori. È di 90 giorni il termine previsto per l’iter, salvo eventuali richieste di integrazioni o chiarimenti da parte dell’ufficio ambiente.
La valutazione di impatto ambientale è un atto necessario per poter proseguire nell’iter di autorizzazione unica per la realizzazione e la gestione dell’impianto.
«In merito al futuro del procedimento in corso – scrive in una nota la Provincia – la Regione Toscana dovrà esprimersi sulla titolarità del procedimento stesso soprattutto perché la funzione provinciale dell’ambiente è passata all’ente regionale da soli 11 giorni».
«La Provincia – ricorda la nota – aveva avviato già nell’ottobre 2014 uno studio e creato una commissione istruttoria per un approfondimento sui rifiuti trattati, sui processi di lavorazione e sulla tipologia del “prodotto finale” dell’impianto, che tratta rifiuti non pericolosi di natura organica semplificandone la struttura molecolare attraverso un determinato processo produttivo di carbonizzazione idrotermale».
Si tratta di un impianto che propone una tecnologia all’avanguardia per il recupero e la valorizzazione dell'umido e del verde da raccolta differenziata, finalizzato alla produzione di lignite e alla chiusura in loco del ciclo dei rifiuti organici. La Creo ha già presentato alla Regione un progetto per ottenere l'autorizzazione, e chiedere i finanziamenti, previsti dalla giunta toscana per gli investimenti privati.
La pratica sarà ora gestita dagli uffici regionali, per la valutazione dell’impatto ambientale e il rilascio dell’approvazione. Il cronoprogramma della Creo prevede prima lo stabilimento di Piombino, successivamente la costruzione di quello lucchese. Un'opera che deve fare anche i conti con le proteste dei comitati paesani e ambientalisti, dall'associazione “Comitato Zone”, che hanno inviato una lettera al sindaco (e presidente della Provincia) Luca Menesini, ai consiglieri comunali e provinciali di Capannori e Lucca. Così come con le proteste delò e al comitato di Salanetti (che già nel 2014, quando era stato presentato il primo progetto, allora della Gielle, aveva redatto una memoria scritta accompagnata da una petizione con 1500 firme) e del Comitato Torretta Ambiente di Porcari.
Nicola Nucci
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