Folla al Giglio e 12 minuti di applausi per José Carreras
Quattro bis per il tenore catalano: in sala anche Bocelli Annuncio del sindaco: nel 2016 si parte con Bohème
LUCCA. Quattro bis e dodici minuti di applausi. Così si è concluso il concerto che José Carreras ha tenuto ieri pomeriggio al teatro del Giglio insieme con il pianista Lorenzo Bavaj. Un recital trionfale, davanti a un teatro gremito in ogni ordine di posti, che ha coronato i “Giorni di Puccini”, il festival dedicato al compositore cittadino e organizzato dallo stesso Giglio in collaborazione con enti e associazioni.
Ad ascoltare il tenore catalano - 69 anni, tuttora uno dei cantanti lirici più amati al mondo e assente dal palcoscenico lucchese dal 1974 - c’era anche Andrea Bocelli, accompagnato dalla moglie e da due figli, che hanno seguito il concerto in un palco centrale. Prima e dopo il recital Bocelli e la famiglia hanno raggiunto Carreras dietro le quinte per salutarlo. E il tenore ha voluto dedicare l'ultimo bis - una bella interpretazione di “Dicitencello vuje” - al cantante di Lajatico, definendolo un grande artista. Ma al concerto erano presenti anche due speciali fan di Carreras: si tratta di una coppia di sessantenni di Amburgo - moglie e marito - che lo seguono in qualsiasi concerto lui tenga, da ogni parte del mondo. A Lucca hanno preso alloggio nello stesso hotel del tenore, che li conosce bene e si è trattenuto con loro a colazione. A teatro hanno acquistato il biglietto per un palco centrale e alla fine del recital erano entusiasti, come della città che hanno trovato «incantevole».
Tornando al recital, “Dicitencello vuje” - composto nel 1930 e ripreso anche da molti autori moderni - è stato solo uno dei tanti pescati da Carreras nel repertorio napoletano. Il tenore ha eseguito, tra le altre, anche “Na sera 'e maggio” e “Vurria”, spaziando poi in arie da camera di autori di diverse epoche e Paesi - Scarlatti, Tosti, Guastavino, Derevitsky - fino a Puccini, di cui ha cantato “Sole e amore”, romanza per voce e pianoforte composta dal maestro nel 1888, e “Terra e mare” lirica del 1902. Apprezzate anche le quattro esecuzioni solo strumentali affidate a Bavaj: due tanghi di Astor Piazzolla, un brano di Leoncavallo e “Piccolo valzer” di Puccini.
Nel nome di Puccini è stato anche l’intervento di saluto del sindaco Alessandro Tambellini, che - in elegante abito scuro - ha dato il via all'ultimo concerto del festival annunciando la terza edizione, in programma a fine novembre 2016, e anticipandone la recita inaugurale: “Bohème”. Del resto l'opera di Puccini è il collante che lega passato, presente e futuro del teatro lucchese. Nel giugno 1974 fu proprio con una memorabile “Boheme”, infatti, che Carreras calcò il palcoscenico del Giglio, dove fino a ieri non era più tornato. In quell'occasione il tenore - nel ruolo di Rodolfo - ebbe a fianco un cast d'eccezione: il maestro Bruno Bartoletti direttore, Katia Ricciarelli, Rodolfo Panerai e fratelli Franco e Leonardo Calabrese, lucchesi, celebri bassi.
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