Il Tirreno

Lucca

La banda rimane in carcere dopo la condanna del giudice

Notificata durante la detenzione un’altra ordinanza di custodia cautelare per furto e ricettazione agli autori della tentata rapina impropria commessa lo scorso dicembre al Caffè Le Ville a Lammari

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LUCCA. Cinque anni e quattro mesi di reclusione complessivi e custodia cautelare in carcere per tutti. Dopo una detenzione nel penitenziario di San Giorgio durata oltre un mese il giudice Gerardo Boragine condanna i tre componenti la gang che nella notte tra il 4 e il 5 dicembre scorso venne arrestata dai carabinieri del radiomobile all’interno del bar Caffé Le Ville a Lammari. Stavolta la banda di albanesi al termine della lettura del dispositivo della sentenza non viene liberata. Grazie a un’ordinanza di custodia cautelare notificata in carcere ai tre immigrati e relativa a due furti - commessi, stando all’accusa, dalla stessa gang in un esercizio commerciale e in una casa a Massarosa nel periodo antecedente al loro arresto - e all’accusa di ricettazione di un’auto (la Fiat Grande Punto Abarth rubata il primo dicembre a Cascina) le porte del carcere rimangono chiuse per il terzetto e il cellulare della polizia penitenziaria li riconduce dietro le sbarre.

Le condanne. Con l’accusa di tentata rapina impropria aggravata e resistenza e lesioni a pubblico ufficiale (relativamente al malvivente che ferì uno dei militari nel tentativo di fuggire) sono stati condannati a 20 mesi di reclusione e 600 euro di multa Klejton Ternici, 24 anni, che risulta abitare in viale Regina Margherita a Viareggio e Xhulio Maliqi, 19 anni, precedenti di polizia, domiciliato a Porcari, il palo della gang acciuffato dai carabinieri fuori dal bar di Lammari. Due anni di reclusione invece per il più anziano dei tre albanesi: Andon Muca, 32 anni, senza fissa dimora, ritenuto l’autore della resistenza a pubblico ufficiale.

I fatti. Gli arresti furono il frutto dei servizi finalizzati alla lotta ai reati di tipo predatorio che carabinieri e polizia - sotto l’egida della procura - stanno cercando di combattere a salvaguardia dei cittadini. Erano le 19,30 del 4 dicembre quando Alessio Biagi, gestore del bar Caffè Le Ville, avvertì la centrale operativa. Il commerciante aveva notato i sensori dell’allarme oscurati o scardinati. E lo fece presente ai militari del radiomobile che giunsero sul posto dopo la telefonata al 112. In precedenza i ladri avevano compiuto lo stesso tipo di danno ai sensori e la stessa notte avevano messo a segno il furto nel bar. Negoziante e carabinieri, di comune accordo, prepararono una trappola. Biagi finse di chiudere il locale e invece tornò, con un’altra vettura, per indurre i malviventi ad agire pensando che il gestore del bar non ci fosse. Invece si era nascosto all’interno assieme ai militari. I ladri arrivarono verso l’una introducendosi dalla porta sul retro dove c’erano le macchinette videopoker. Due di loro fecero in tempo a sventrare una slot prima che i carabinieri li sorprendessero. Il più esperto della gang cercò di fuggire aggredendo uno dei militari che rimase leggermente ferito. Il palo invece venne catturato fuori dal locale vicino a un distributore di carburante.

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