Il presidio
Arriva la Taric, rincari del 5% per le famiglie
Ma negozi e ristoranti risparmiano grazie all’Iva: nel 2016 pagheranno da 7 a 74 euro in meno
LUCCA. Rifiuti, arriva la tariffa puntuale: i rincari per le famiglie lucchesi si aggirano intorno al 5% rispetto all’anno passato. Ma chi farà una buona differenziata ed esporrà poco il bidoncino col chip, otterrà un piccolo sconto sulla bolletta del 2017. Buone notizie, invece, per i commercianti: da quest’anno avranno la possibilità di detrarre l’Iva e pagheranno meno che in passato.
È quanto emerge dalle simulazioni del Tirreno sulla nuova tariffa puntuale (Taric). Gli aumenti vanno dai 7 ai 33 euro per le utenze domestiche (l’oscillazione dipende dal numero di residenti e dalla grandezza dell’abitazione); per le utenze non domestiche, invece, i rincari ondeggiano tra i 14 e i 158 euro. Ma sono solo sulla carta: i titolari di negozi, ristoranti e bar da quest’anno detrarranno il 10% di Iva dal computo della tariffa e potranno addirittura risparmiare: da 7 a 74 euro in meno.
I perché dei rincari. I rincari sono dovuti all’aumento dei costi fissi del servizio determinati da due fattori: l’estensione della raccolta porta a porta su tutto il territorio comunale (arrivata a compimento solo a fine 2015) e la perdita, da parte di Sistema ambiente, di due Comuni (Coreglia e Bagni di Lucca) che fino a ora avevano affidato il servizio alla società lucchese, accollandosi parte dei costi fissi. «Per il resto – spiega l’assessore Francesco Raspini – i coefficienti non sono stati rivisti e la tariffa è declinata esattamente come lo scorso anno». A cambiare, però, è la natura stessa del tributo (che ora non è più tale): si passa dalla tassa sui rifiuti (Tari), che fino a ora il cittadino pagava direttamente al Comune sulla base di un meccanismo presuntivo e uguale per tutti, alla tariffa puntuale corrispettiva (Taric) che il contribuente versa sulla base della sua effettiva produzione di rifiuti (almeno per l’indifferenziato) direttamente al soggetto affidatario del servizio, in questo caso Sistema ambiente. Una novità, quest’ultima, che permette ai possessori di partita Iva (cioè a negozianti, ristoratori e aziende titolari di un’utenza non domestica), di detrarre il 10% del totale. Il passaggio dalla Tari alla Taric è stato reso possibile grazie all’introduzione dei bidoncini hi-tech per l’indifferenziato, che consentono di monitorare il numero di svuotamenti effettuati dagli operatori per ogni singola utenza. Il meccanismo della tariffa puntuale si applica su tutto il territorio comunale, ad eccezione del centro storico.
Utenze domestiche. Tra i residenti, quelli che subiranno i maggiori rincari sono le famiglie numerose che abitano in case grandi. Una famiglia composta da 6 persone (ce ne sono 1.705 a Lucca), che vive in una casa di 200 metri quadri pagherà 642 euro anziché 608 (+33,50 euro). La fattispecie più ricorrente riguarda i nuclei familiari composti da una sola persona: a Lucca se ne contano 13.011. Per loro (nell’esempio prendiamo una casa di 80 metri quadri) l’aumento sarà di 7,75 euro.
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Gli sconti. A questi rincari bisogna sottrarre gli sconti che la tariffa puntuale permette di offrire ai cittadini che differenziano di più. Il meccanismo è così congeniato: chi lascia fuori il bidoncino dell’indifferenziato 52 volte l’anno (in pratica tutte le settimane) paga la tariffa piena. Ma ogni volta che il bussolotto non viene esposto e svuotato dagli operatori, l’utente accumula uno sconto dello 0,4% sulla parte variabile della tariffa (per le utenze non domestiche è dello 0,3%). Lo sconto massimo che si può accumulare è del10% annuo sulla parte variabile, che corrispondeal 4% del totale. A conti fatti, dunque, se i cittadini facessero una corretta raccolta differenziata, pagherebbero più o meno la stessa cifra dello scorso anno. Ma il condizionale è d’obbligo, perché come detto lo sconto sarà calcolato sulle bollette del 2017.
Utenze non domestiche. Chi ci guadagna con questa operazione sono le attività commerciali, produttive e di ristorazione. Tutto grazie alla detrazione dell’Iva che permetterà loro di risparmiare da 7 a 74 euro. Gli sconti maggiori riguardino ristoranti, pizzerie, trattorie, bar e pub: l’anno scorso pagavano 2.408 euro ogni 100 metri quadri, mentre quest’anno avrebbero dovuto sborsare 2.567 euro. Quasi 160 euro in più. Ma solo in teoria. Come detto, infatti, queste attività, avendo una partita Iva, potranno scaricare il 10% del costo della tariffa. Alla fine dei giochi, dunque, il ristorante del nostro esempio risparmierà 74 euro rispetto al 2015.
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