Il presidio
La porta non si apre pendolari infuriati
Grossi disagi per decine di studenti alla stazione di Borgo In tanti sono dovuti andare a Lucca e poi tornare indietro
CASTELNUOVO. Piccola disavventura ieri mattina per decine di studenti diretti all’Iti di Borgo a Mozzano. Come ogni mattina erano a bordo del treno 6955 che dall’alta Garfagnana raggiunge il centro scolastico alle 7,45.
Ma le porte del secondo Swing non si sono aperte e così i ragazzi sono rimasti “imprigionati” a bordo assieme ad altri infuriati utenti.
È un problema che si verifica spesso perché quando il treno, composto da due Swing, va in frenata per fermarsi alla stazione, la prima parte si stoppa e viene dato il via libera alle porte, nella seconda parte il segnale di apertura arriva qualche secondo dopo.
Fino a ieri mattina però non si erano registrati casi simili sia per l’attenzione del capo treno sia per la presenza davanti alle porte di persone pronte a salire.
Stavolta però così non è stato. Alcuni capitreno hanno informato gli utenti del problema consigliandogli di usare il tasto di Sos posto vicino alle porte, ma non può essere certo la soluzione.
Alla fermata successiva, quella di Diecimo, gli utenti sono scesi anche se alcuni ragazzi hanno seguito il consiglio del capotreno e sono tornati a bordo per proseguire a Lucca dove hanno trovato il regionale che tornava verso la Garfagnana.
Ai ragazzi, il capotreno si è detto dispiaciuto per l’inconveniente e si è prodigato per informare il collega del treno diretto in Garfagnana di quanto era successo facendo così salire i ragazzi a bordo senza biglietto.
Il problema è legato al fatto che vengono assemblati due Swing assieme per aumentare la capienza del convoglio, ma il secondo Swing non è di fatto comunicante con il primo. Alcune volte il capotreno si posiziona proprio sul secondo, altre invece resta sul primo e così nella seconda parte di treno non c’è nessuno per poter controllare.
Insomma, ancora qualche altro grattacapo con i nuovi convogli che - entro breve tempo - dovrebbero essere gli unici a percorrere la linea della Valle del Serchio.
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