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Colpo in appartamento Finisce nei guai figlio di imprenditore

Colpo in appartamento Finisce nei guai figlio di imprenditore

CAPANNORI. Stavolta l’indagato non è un immigrato o uno dei soliti noti con pagine e pagine di precedenti di polizia per reati contro il patrimonio e nemmeno un topo d’auto. È un giovane incensurato,...

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CAPANNORI. Stavolta l’indagato non è un immigrato o uno dei soliti noti con pagine e pagine di precedenti di polizia per reati contro il patrimonio e nemmeno un topo d’auto. È un giovane incensurato, figlio di un imprenditore edile e che sinora non aveva collezionato neanche una multa per divieto di sosta. I carabinieri lo accusano di un furto commesso il 16 dicembre scorso in un appartamento nel Compitese. Lui nega l’addebito e racconta una storia molto particolare che gli inquirenti non ritengono molto credibile. Al centro dell’indagine un ciclomotore che il derubato ha visto allontanarsi con a bordo due giovani che, rientrando, aveva sorpreso in casa in quel frangente.

Il testimone. Inizialmente i sospetti si erano concentrati su un immigrato che lavora in un ristorante della Piana. Il ciclomotore effettivamente era intestato a lui. Ma al momento in cui è avvenuto il colpo lui non poteva essere alla guida della motoretta. Stava lavorando, e i testimoni confermano, nell’esercizio pubblico. E lui ai militari ha dichiarato che il ciclomotore lo aveva prestato proprio al giovane incensurato e che lavora nell’impresa edile paterna.

Il racconto. «Sono stato rapinato da sconosciuti che mi hanno portato via il motorino che mi avevano prestato» si è subito difeso l’indagato dopo 48 ore dall’episodio dopo che, invano, gli inquirenti avevano cercato di mettersi in contatto con lui. Un racconto suggestivo, ma con molti lati oscuri.

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