Il presidio
Approvato il bilancio 2016 giro di vite sulle riscossioni
Il Comune accelera i tempi e vota il documento preventivo a tempo di record Aumenta il fondo di garanzia, il gettito degli oneri destinato agli investimenti
LUCCA. Giro di vite sulla riscossione, aumento del fondo di garanzia per i crediti non pagati e il gettito derivante dagli oneri di urbanizzazione che verrà destinato agli investimenti. Tutto questo con la speranza che il governo confermi i trasferimenti per il mancato gettito derivante dalla soppressione della Tasi. "Normale" è la parola che l’assessore al Enrico Cecchetti utilizza per illustrare il bilancio preventivo 2016, votato ieri in consiglio. Un bilancio a tempo di record: il Comune di Lucca è uno dei pochi in Italia ad arrivare all’approvazione prima della fine dell’anno. Un traguardo che consentirà all’ente di evitare la gestione cosiddetta "in dodicesimi", che rende impossibile programmare l'avvio di nuove iniziative e costringe a rinviare gli investimenti.
«Vogliamo provare a far leva sul bilancio approvato entro dicembre – ha spiegato Cecchetti – per programmare in termini nuovi anche il lavoro dell'intera macchina comunale, utilizzando anche la tempestiva predisposizione del Piano della Performance per l'anno 2016, che sarà approvato entro 30 giorni dall'approvazione del bilancio di previsione ed a cui saranno collegate le premialità per il personale. A questo proposito l'amministrazione ha già scelto per il prossimo anno l'obiettivo generale del progressivo miglioramento della salute finanziaria dell'ente; sono stati individuati gli indicatori più utili in tale direzione ed è in corso il confronto per la definizione puntuale degli obiettivi».
Tutto questo a condizione che sia confermato l'impegno assunto dal governo di garantire i 7,2 milioni di euro che verranno a mancare per effetto della cancellazione della Tasi. Tra il preventivo 2015 (approvato ad agosto) e quello del 2016 ci sono alcune differenze, in virtù dell’introduzione della cosiddetta “contabilità armonizata”. «Una lettura semplicistica – spiega Cecchetti – del dato del calo della spesa corrente tra 112,7 milioni di euro a preventivo 2015 e i 79,1 milioni di euro a preventivo 2016 sarebbe totalmente sbagliata. Occorre considerare che nel 2016, con l'entrata in vigore della tariffa corrispettiva per lo smaltimento dei rifiuti, escono dal bilancio le entrate riferite alla Tari per quasi 23 milioni di euro, ma vanno considerati anche gli effetti delle reimputazioni, su moltissimi capitoli di bilancio, dei residui attivi per 5,8 milioni di euro disposti dalla nuova contabilità in sede di riaccertamento straordinario dei residui al 1 gennaio 2015. E sempre per spiegare la differenza, va considerato anche l'impatto molto minore dei debiti fuori bilancio nel 2016 e il diverso peso delle spese finanziate con entrate vincolate. Per quanto riguarda il Fondo crediti di dubbia esigibilità mi preme evidenziare che, dopo aver raggiunto con l'assestamento di bilancio 2015 una percentuale della copertura teorica del 49 % (contro il 36% minimo richiesto dalle norme), con il preventivo 2016 garantiamo subito una copertura del 58% (contro il 55% previsto per il 2016)».
«Da evidenziare – continua Cecchetti – che, con il preventivo 2016, per la prima volta da molto tempo, prevediamo di destinare interamente gli oneri a spesa di investimento. Per quanto riguarda i debiti fuori bilancio tra il 2015 ed il prossimo anno, si registra la discesa da un assestato di oltre 1,5 milioni a poco meno 300.000 euro». C’è poi la questione della riduzione di capitale della holding che porterà risorse per le opere pubbliche. L’operazione era prevista già nel bilancio 2015 ma slitterà ai primi del 2016. (g.p.)
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