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Furti in casa: Lucca ai vertici nazionali
Pubblicate dal Sole 24 Ore le classifiche sulla qualità della vita, per abitazioni svaligiate solo 4 province sono messe peggio
LUCCA. Per definizione i numeri sono “freddi”, quando utilizzati per raccontare la realtà. Ma, a saperli leggere, quegli stessi numeri possono essere caldi, caldissimi, e capaci di descrivere benissimo ciò che accade attorno a noi. È il caso della microcriminalità, e in particolare del fenomeno, drammatico, dei furti in abitazione, che sta costituendo una vera e propria emergenza sociale in Lucchesia, e soprattutto nella Piana.
I numeri sono quelli pubblicati ieri dal Sole 24 Ore, nell’annuale speciale che il quotidiano economico dedica, a fine anno, alla qualità della vita nelle diverse province italiane. Sono 36 gli indicatori presi in considerazione, suddivizi in sei gruppi (servizi, tenore di vita, tempo libero e così via). Ebbeno in uno di questi sei gruppi, a sua volta suddivisi in sei temi specifici, Lucca spicca in negativo. Di quale si tratta? Della voce “ordine pubblico”, stilata sulla base di dati forniti da ministero dell’Interno e Istat. Nella graduatoria generale, quella che costituisce la media delle sei “sottovoci”, Lucca è laggiù, nella parte bassissima della graduatoria: al posto numero 104 su 110 province. Questo significa che solo in sei province si sta peggio sotto il profilo dell’ordine pubblico. All’ultimo posto c’è Bologna, quindi, risalendo si trovano Rimini, Milano, Torino, Imperia, Ravenna e, prima delle toscane, Lucca.
Un dato già preoccupante, ma che diventa ancora più allarmante analizzandolo più a fondo, partendo proprio dalle sei sottovoci. Intanto il reato in cui spicca Lucca, nemmeno a dirlo, è quello dei furti in appartamento: la nostra provincia è infatti al 106° posto su 110, con quasi 700 furti su 100.000 abitanti (per la precisione 698,90). Certo, c’è chi sta peggio, come Ravenna, che con 839,04 furti per 100.000 abitanti chiude la classifica, ma siamo a una distanza abissale da chi si trova al primo posto, ossia Crotone (103,25 furti per 100.000 abitanti). Ci sarà chi dirà che sul dato influisce anche la tendenza a denunciare o meno i singoli episodi, che altrove c’è più rassegnazione rispetto a Lucca, ma, in ogni caso, quel numero è e resta angosciante. Ed è proprio quel dato a far schizzare Lucca ai vertici delle province Italiane meno sicure. Ma anche gli altri indicatori non sono certo incoraggianti. A partire da quello della microcriminalità, calcolato sulla base dei borseggi e scippi ogni 100.000 abitanti: Lucca, con 392,4 casi, è al 97° posto (prima è Nuoro con 11,49, ultima Rimini con un tremendo 1.062,65). Sul fronte rapine non va molto meglio: a Lucca se ne sono registrate 53,62 ogni 100.000 abitanti , un dato che vale il 93° posto in graduatoria (al primo Belluno con 1,92, all’ultimo Napoli con 216,12). Per le frodi Lucca è novantesima (252,11 casi ogni 100.000 abitanti, prima Monza e Brianza con 88,72 e ultima la provincia del Medio Campidano con 396,58). Ci si “consola” con il 66° posto nella classifica delle estorsioni (13,72 su 100.000, prima Ascoli con 4,73, ultima Pescara con 26,34). L’indice risale sull’ultimo indicatore, quello della crescita (o diminuzione), del numero di reati nell’ultimo trienno: Lucca è all’88° posto, con i reati che, seppur non di molto, sono cresciuti.
Ma quest’insieme di dati merita un’ulteriore analisi, che porta alla luce un altro aspetto assai preoccupante. I dati pubblicati dal Sole 24 Ore, infatti, non sono quelli del 2015, ma quelli del 2014. Cioè sono dati vecchi di un anno, che non tengono conto di quanto accaduto in questo 2015. E quel che è accaduto in questo periodo è stato reso noto appena pochi giorni fa in un vertice in prefettura con amministratori e forze dell’ordine, in particolare per quanto riguarda i furti in abitazione. Questi, nei primi 11 mesi del 2015, sono cresciuti del 26%. Insomma, quel dato già preoccupante pubblicato dal Sole non rispecchia la situazione attuale, che è peggiore.
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