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Il viceministro Nencini sugli assi viari: «Partita chiusa entro gennaio»
LUCCA. Il progetto per potenziare la Lucca-Aulla, e adeguarla al trasporto merci fino a Castelnuovo – argomento al centro dell’incontro di ieri in Provincia, rientra in piano più grande, come...
LUCCA. Il progetto per potenziare la Lucca-Aulla, e adeguarla al trasporto merci fino a Castelnuovo – argomento al centro dell’incontro di ieri in Provincia, rientra in piano più grande, come ribadito da Illibato della Lucart , il quale ha sottolineato come quest’intervento creerebbe una naturale sinergia con lo scalo merci di Frizzone, nella Piana, e come evidenziato anche dalla stesso Riccardo Nencini.
«L’intervento – ha detto il viceministro – servirà a collegare l’area, che costituisce un polo importante, a uno dei sistemi economici più forti. La chiusura di questo cerchio è necessaria per la creazione di un asse che comprende l’area che parte da Firenze e arriva a Lucca passando da Prato e Pistoia, un’area dove si concentra il 60-65% del Pil toscano. Se teniamo poi conto degli interventi sul porto di Livorno possiamo parlare di una piattaforma con caratteristiche europee». Un asse che – almeno sulla carta – comprende anche altri interventi, come il raddoppio della ferrovia nel tratto Pistoia-Lucca («E che sta procedendo secondo i piani previsti», assicura Nencini).
Ma, parlando di mobilità, e trovandosi a Lucca, non è possibile tenere fuori dalla discussione la questione degli assi viari, al centro da tempo di discussioni e polemiche. Un’opera che da più parti si sollecita, per alleggerireil traffico lungo, appunto, i due assi che attraversano Lucca, da nord a sud e da est a ovest, e che l’attuale viabilità non è in grado di sopportare.
Da parte del viceministro è arrivata un’assicurazione: il percorso per arrivare alla realizzazione sta per ripartire, e viene indicata anche una data: «Ci impegneremo a chiudere la partita entro il 15 gennaio».
Le vicissitudini del progetto sono state ripercorse dallo stesso Nencini: «Ad aprile dissi che avremmo portato l’opera al Cipe (il Comitato per la programmazione economica, un passaggio necessario per ottenere i finanziamenti ndr) entro un mese, ma nel frattempo sono successe due cose impreviste. La Corte dei Conti ha chiesto di avere il parere del Consiglio superiore dei lavori pubblici. Ci mettiamo in movimento ma il Consiglio era senza presidente. Quindi prima di avere quel parere abbiamo dovuto attendere la nomina del presidente e, appena è avvenuta, abbiamo chiesto che venisse subito convocato il consiglio. Consiglio che all’ordine del giorno ha messo subito questo punto. Ma non solo quello, nel frattempo si erano accumulati, da tutta Italia, una lunga serie di progetti da esaminare e che erano stati bloccati per l’impossibilità del Consiglio di operare. Adesso la situazione si è sbloccata ed è di ieri (venerdì 18 per chi legge ndr) la convocazione a Roma dei rappresentanti degli enti locali».
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