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Crac Italia Digital Arrivano le condanne

Crac Italia Digital Arrivano le condanne

Vendite web con truffa, tre anni e otto mesi ai proprietari

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LUCCA. Un anno, settimana più settimana meno. Tanto è passato dallo scoppio del caso ItaliaDigital, la società che vendeva oggetti online senza mai recapitarli al cliente, e la prima sentenza sul caso. Ieri il gip Riccardo Nerucci ha condannato a 3 anni e otto mesi di reclusioni Gianfranco Ciampi e Daniela Simonetti, la coppia di coniugi che aveva messo in piedi il meccanismo. Il processo si è celebrato con il rito abbreviato, che prevede uno sconto di pena di un terzo e l’accusa, sostenuta dal pubblico ministero Piero Capizzoto, aveva chiesto la condanna a quattro anni di carcere.

Ciampi e Simonetti, tutelati dagli avvocati Pierpaolo Santini e Paolo Mei, sono stati anche interdetti per dieci aani dall’esercitare l’attività imprenditoriale e dal ricoprire cariche sociali.

Il processo di ieri vedeva la coppia accusata di bancarotta documentale e patrimoniale per il fallimento di Italia Digital, la società “madre” dei siti che poco prima di Natale dello scorso anno avevano smerciato centinaia di prodotto di elettronica ad altrettanti ignari consumatori che avevano regolarmente pagato ma che poi, nonostante i ripetuti solleciti, non avevano visto arrivare alcun pacco con quanto comperato.

Il 3 aprile scorso la ditta individuale «Italia Digital» con sede legale a Salicchi e negozio in via di Tiglio all’Arancio era stata dichiarata fallita dal tribunale. Quarantacinque giorni dopo il fallimento la procura aveva chiesto e ottenuto dal gip Marcella Spada Ricci un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti degli amministratori. Il caso era stato reso pubblico da "Il Tirreno" e della vicenda si era interessata anche la Rai (un servizio andò in onda nel corso di Uno Mattina con l’intervista a uno degli amministratori del gruppo Fb collante delle vittime del raggiro). Per le fiamme gialle nel periodo compreso tra il primo novembre e il 19 dicembre 2014 la società avrebbe incamerato bonifici dei clienti per una somma superiore ai 760mila euro. Denaro versato da ignari clienti on line, oltre 800 da ogni regione d’ Italia, per l’acquisto di materiale informatico mai spedito. Dagli accertamenti della procura era stato appurato che i conti aziendali sono stati prosciugati e la coppia ha comprato, attraverso un preliminare d’acquisto con somma interamente versata, un appartamento a San Concordio del valore di 210mila euro. Adesso l’immobile è sotto sequestro assieme a un Suv Nissan del valore di 20mila euro. Dalla contabilità sequestrata dai finanzieri diretti dal capitano Antonio Manselli, largamente approssimativa e che non dava conto di una serie di operazioni, i magistrati hanno subito intuito che la gestione in uscita del patrimonio sociale era volta a distrarre i soldi incamerati attraverso i bonifici dei clienti che hanno acquistato on line dalla ditta Italia Digital.

Quello terminato, almeno in primo grado, nella giornata di ieri non è l’unico procedimento che vede come protagonisti Ciampi e Simonetti: ce ne è, infatti, uno parallelo per truffa aggravata che è curato dal sostituto procuratore Giuseppe Amodeo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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