Snai, futuro incerto incontro con l’azienda
I sindacati avvertono: «I 400 lavoratori lucchesi non si toccano»
LUCCA. Acque agitate alla sede Snai di Porcari, dove i lavoratori sono in attesa di conoscere il nuovo piano industriale dopo l’acquisizione della Cogemat (capogruppo di Cogetech). Un’acquisizione inversa, come si dice in gergo: nel senso che Snai è il pesce grosso, ma in realtà è Cogemat (società milanese che ha il suo core business nel settore delle slot e delle videolottery) a prendere il controllo del gruppo, mettendo nei posti chiave i propri uomini. Per capire cosa succederà in seno al più grande gruppo italiano nel mercato del “gaming”, le rappresentanze sindacali dei circa 400 dipendenti lucchesi di Snai, oggi incontreranno i nuovi vertici dell’azienda. L’appuntamento è fissato per le 15,30, nella sede dell’associazione industriali.
«Il cambio degli interlocutori con cui ci siamo relazionati fino ad ora ci preoccupa – spiega Massimiliano Bindocci, della Filcams-Cgil – Di recente abbiamo rinnovato il contratto integrativo dei lavoratori del commercio e in quell’occasione abbiamo chiesto un incontro per avere lumi sul futuro dell’azienda e sui suoi dipendenti (330 con il contratto da metalmeccanici, più i 70 che lavorano nelle agenzie). Vogliamo conoscere il piano industriale e assicurarci che non preveda trasferimenti o esuberi. In caso contrario – conclude Bindocci – i nuovi vertici possono “scommettere”: ci sarà una lunga stagione di scioperi e agitazioni». Sulla stessa lunghezza d’onda Narcisa Pellegrini, della Film–Cisl Toscana Nord: «Vogliamo conoscere i nuovi vertici e sapere cosa hanno in mente – dice la sindacalista – Tra i lavoratori c’è apprensione: vogliono essere rassicurati sul fatto che Snai rimarrà a Lucca. Questa azienda è fortemente radicata sul territorio: i 400 lavoratori lucchesi sono un patrimonio da tutelare. Se Cogemat porta il suo know-how deve sapere che ci sono dei paletti da non oltrepassare nella riorganizzazione della società».
«Qualche preoccupazione c’è – spiega Mauro Rossi della Fiom Cgil – A novembre sono stati ridisegnati i vertici dell’azienda e con l’acquisizione di Cogemat c’è il rischio che alcune figure siano doppioni. Pertanto abbiamo chiesto un incontro per capire quali sono le loro intenzioni. Ora lo scopriremo». La preoccupazione, di cui nessuno parla apertamente, è che l’azienda possa essere intenzionata a trasferire parte dei dipendenti lucchesi nella sede di Milano. Qualcuno si spinge a immaginare possibili esuberi (100?). Vedremo.
Al tavolo dell’incontro dovrebbe sedere Fabio Schiavolin, nuovo amministratore delegato del gruppo Snai. Con lui dovrebbe esserci il neo direttore del personale, che ha sostituito Gabriele Belsito. Gabriele Del Torchio, invece, è il presidente esecutivo della società. Sarà principalmente con Schiavolin – laureato in economia a Bologna e con una specializzazione alla Johnson Graduate School of Management della Cornell university – che i sindacati dovranno trattare.
Snai era già sul primo gradino del podio per quanto riguarda la raccolta di scommesse sportive, ma con questa operazione rafforza il proprio business su un settore in espansione– quello delle slot e delle macchinette – su cui Cogemat è già molto forte (ha una quota di mercato del 9%, secondo quanto riferisce il Corriere della sera). Il nuovo gruppo nato dall’accordo tra le due realtà vanta ricavi proforma sul 2014 per oltre 960 milioni di euro, una raccolta complessiva nel Betting pari a circa 1.500 milioni di euro, realizzata attraverso una rete di oltre 1.600 punti vendita; una quota di mercato nei giochi di “macchinette” superiore al 15% in termini di apparecchi installati (60.000 slot e 10.200 videolottery), distribuiti da una rete di circa 19.000 punti di vendita.
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