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Disabili, appello per il lavoro «Ancora troppi pregiudizi»
“Cose e persone”, coop sociale che impiega i ragazzi dell’Anfass compie 25 anni La sua presidente chiede più attenzione all’importanza di queste strutture
LUCCA. Il 6 dicembre 1990 nasceva la cooperativa sociale “Cose e persone”. Dopo 25 anni di attività, la bottega in piazza dell'Anfiteatro e gli oggetti in ceramica e in legno realizzati dai ragazzi di Anffas onlus Lucca sono ormai conosciuti da tutti i lucchesi e non solo. “Cose e persone” è nata «per rispondere al pregiudizio che dare lavoro alle persone disabili sia in fondo una sorta di generosa concessione per evitare loro la condizione di isolamento e per dimostrare una certa responsabilità sociale - afferma l’Anffas -. La sfida della cooperativa, invece, è stata ed è ancora oggi quella di dimostrare che le persone disabili, anche quelle con disabilità intellettivo/relazionale, se adeguatamente formate e seguite, possono uscire dalla dimensione di eterno bambino in cui spesso vengono confinate, per diventare adulti con piena dignità, forti delle proprie capacità e competenze».
Attualmente “Cose e Persone” occupa cinque disabili intellettivo/relazionali con contratto a tempo indeterminato che sono passati dalla posizione di utenti a quella di lavoratori, impegna quotidianamente una cinquantina di persone con disabilità in stage organizzati nell'ambito del Servizio “Progetto Lavoro” di Anffas Onlus di Lucca e ha in atto due borse lavoro.
La cooperativa si occupa di artigianato ma offre anche percorsi lavorativi diversificati tra cui servizi di pulizie e piccola manutenzione del verde.
In questi 25 anni il contesto in cui lavora la cooperativa ha fatto passi avanti ma le criticità sono ancora molte. «In Italia - dice Anffas - l’accesso all’istruzione è garantito fino alla secondaria superiore e ci sono leggi sul collocamento obbligatorio dei disabili ma gli avviamenti al lavoro si sono ridotti quasi di metà perché le aziende possono chiedere una deroga all’obbligo di assumere persone con disabilità. Nel 2013 il 95% di queste richieste è stato accolto e si sono persi circa 10mila posti di lavoro. Eppure le aziende, e soprattutto le cooperative sociali di tipo B, che hanno accettato la sfida di far lavorare le persone disabili in genere non si sono pentite e quei lavoratori apparentemente speciali, giorno dopo giorno, si rivelano insostituibili e favoriscono e le relazioni umane».
“Le difficoltà non mancano - afferma Cristina Fosella, presidente di Cose e Persone- perchè le coopcome la nostra devono stare sul mercato. In caso di gara, le dimensioni della ditta contano sempre di più e la legge del ribasso finisce per essere l'unico criterio per vincere gli appalti. Ma esiste la possibilità di inserire nei bandi clausole sociali per valorizzare le imprese che integrano persone con disabilità e prevederle in alcune gare di piccole dimensioni potrebbe essere una via per ritagliare spazi all’integrazione».
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