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Geal, al momento non cambiano gli accordi coi privati
Tambellini: lo statuto si può modificare, ma servono soldi La società non approverà il regolamento della Holding
LUCCA. Tutto è possibile. Anche andare a ricontrattare con i privati la governance di Geal. Ma, al momento, questa non è l’intenzione dell’amministrazione comunale, concentrata su altre sfide (e problemi) del mondo delle partecipate.
Lo spiega il sindaco Alessandro Tambellini, dopo che l’amministratore unico di Lucca Holding, Andrea Bortoli, ha preso atto con una determina a propria firma, che la parte pubblica pur possedendo il 52% delle azioni della società dell’acqua non ne ha il controllo. E, in realtà, non l’ha mai avuto fin dalla seconda metà degli anni Novanta, quando furono stilati statuto e patti parasociali con i privati.
Il primo cittadina spiega che questa situazione che può apparire paradossale «può essere modificata con una trattativa con i soci privati». Che - lo ricordiamo - sono la Crea del gruppo Acea e i francesi di Veolia.
Situazione, dicevamo, che viene da lontano: «Il socio privato - ricorda Tambellini - ritiene di aver pagato il controllo che gli viene garantito dallo statuto. Certo, lo statuto si puà sempre modificare, scendendo a patto con i privati per ricercare nuovi equilibri».
Ma questo, spiega Tambellini, significherebbe mettere mani al portafoglio. E allora la domanda che segue è retorica: «In un momento come questo, così complesso, ha senso rivedere i patti?». Le priorità dell’amministrazione, insomma, sono altre. Partendo da un paio di considerazioni. La prima è che Geal è una società il cui operato viene ritenuto positivo, sia in termini di qualità del servizio, sia in termini di tariffe praticate agli utenti. Insomma, il “controllo congiunto” fra pubblico e privato riesce a mantenere un equilibrio in grado di far rendere Geal senza pesare troppo sui cittadini.
In secondo luogo, la galassia delle partecipate che fa capo a Lucca Holding e indirettamente al Comune si trova ad affrontare sfide che al momento vengono ritenute più urgenti. Il pensiero, ovviamente, va soprattutto a Gesam e all’operazione di scissione che dovrebbe permettere di dare vita a una società in grado di partecipare alla futura gara per la gestione delle reti che - si dice a palazzo Orsetti - è quasi pronta. Anche in questo caso il problema più delicato è quello del rapporto con il socio della Holding, Toscana Energia, a sua volta interessata a partecipare alla gara per le reti.
Per il momento, dunque, niente dovrebbe muoversi sul fronte di Geal. La società non approverà il regolamento di gruppo di Lucca Holding e, quindi, sarà in gran parte sganciata dal controllo della Holding stessa e del consiglio comunale.
In prospettiva, invece, i pezzi sulla scacchiera dovranno per forza muoversi. Geal ha inconcessione il servizio idrico fino al 31 dicembre del 2025. A quel momento, secondo le disposizioni della Regione, ci sarà una gara per l’affidamento. E sarà allora che si capiranno le mire di Acea che, negli ultimi anni, è sbarcata in forza in Toscana (incappando anche in una pesante sanzione dell’Antitrust). Fino ad allora, dice Tambellini, Acea non si mangerà Geal: «Se io non firmo, questo non può accadere».
Luca Cinotti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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