Il presidio
«È il re delle truffe» preso finto avvocato
Ora caccia ai complici, insieme decine di raggiri in tutta Italia
LUCCA. L’avvocato Molinaro è un uomo sull cinquantina, ha pochi capelli, ma il taglio è curato; indossa un cappotto scuro, sotto ha una giacca fresco lana color cammello, camicia celeste, cravatta di due toni più scura, pantalone a sigaretta e calzini in pendant, infine polacchine marroni scamosciate di quelle che si vedono in boutique. Al polso tiene un cronografo in acciaio e una serie di braccialetti che tintinnano quando muove le mani mentre parla con un italiano senza inflessioni particolari.
Chi non si fiderebbe di un tipo così? Tanto più se ti suona a casa dopo che hai ricevuto la telefonata di un maresciallo che ti ha appena avvisato che tuo figlio, tuo nipote, un tuo caro insomma, è nei guai dopo aver avuto un incidente e per tirarlo fuori dai pasticci basta pagare?
Secondo polizia e carabinieri che hanno arrestato il re delle truffe a Lucca, mentre completava la sua ultima trappola, di raggiri simili il finto avvocato, all’anagrafe sotto il nome di Luigi Pecoraro, 55 anni, nato l’8 giugno, guarda caso San Fortunato, ne avrebbe messi a segno a decine in tutta Italia.
Solo a Livorno, ad esempio, martedì mattina ha portato via, sempre con lo stesso trucco, oltre 3mila euro in contanti e diversi gioielli che una delle donne truffate ha consegnato al finto professionista al posto dei soldi richiesti per «sistemare le cose».
Ora però, l’obiettivo degli inquirenti, coordinati dal pubblico ministero Gianfranco Petralia, è quello di arrivare anche ai complici della truffa: il falso maresciallo autore delle telefonate alle vittime che aprono la strada all’entrata in scena del professionista e una donna vista in diverse occasioni vicino all’avvocato.
A tradire il presunto capo della banda, mercoledì mattina, l’ingordigia di mettere a segno l’ennesimo colpo in Toscana quando carabinieri e polizia erano già sulle loro tracce. «L’avvocato - raccontano gli investigatori - è stato visto aggirarsi tra le villette di una zona residenziale di Lucca».
Dopo pochi muniti sulla linea di emergenza della Questura è arrivata la telefonata di una donna molto avvilita che affermava di essere stata appena truffata da un sedicente avvocato.
«Per noi - vanno avanti gli investigatori - è stato il segnale, per mettersi sulle tracce dell’ uomo. Dopo pochi minuti lo abbiamo fermato in via Pesciatina, sempre a Lucca, a bordo dell'auto che aveva utilizzato anche per la truffa a Livorno il giorno precedente».
Quando Luigi Pecoraro è stato arrestato era ancora in possesso dei 2.800 euro presi all’anziana appena truffata. È da questo riscontro che sono cominciati gli accertamenti ancora in corso. Così è venuto fuori che il cinquantacinquenne, da un paio di giorni, aveva preso in affitto un all'alloggio all’interno di in un residence nella zona di Cecina.
Qui militari del nucleo investigativo e gli agenti della squadra mobile hanno trovato una cassaforte che conteneva il bottino della truffa consumata nella zona di Ardenza, a Livorno, ossia 2.700 euro in 27 banconote da 100.
Nessuna traccia invece, almeno per il momento, dei gioielli che l’anziana ha consegnato al professionista nel primo raggiro messo a segno sempre a Livorno nella giornata di martedì.
Possibile che i complici abbiano fatto sparire parte della refurtiva? Una domanda che forse troverà risposta nel proseguo dell’indagine.
Intanto da Livorno, la foto del presunto truffatore arrestato, ha cominciato a fare il giro dei commissariati di polizia e stazioni dei carabinieri del Paese. E i primi riscontri - secondo alcune indiscrezioni - sarebbero già arrivati.
«Difficile - spiega chi sta indagando - fare un calcolo delle truffe messe a segno dallo stesso gruppo di persone. Diciamo che abbiamo riscontrato un sistema di raggiri in diversi parti d’Italia».
Ovviamente l’appello degli investigatori ai cittadini che negli ultimi mesi sono stati presi in giro tanto da consegnare soldi e gioielli a un estraneo, è quello di guardare la foto e verificare se il finto avvocato arrestato sia la stessa persona che ha bussato a casa loro, magari vestito di tutto punto: giacca, cravatta e scarpe eleganti.
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