Sicurezza
«Sono interessati anche alle attività del centro storico»
«I cinesi sono gli unici clienti che in questo momento sono disposti a investire nel mercato dei bar». A dirlo è Giuliano Satti (nella foto), noto titolare di agenzie immobiliari che traccia anche un...
«I cinesi sono gli unici clienti che in questo momento sono disposti a investire nel mercato dei bar». A dirlo è Giuliano Satti (nella foto), noto titolare di agenzie immobiliari che traccia anche un “identikit” dell’acquirente medio oltre a delineare meglio quali siano le attività sulle quali puntano, che caratteristiche debbano avere per essere “appetibili” e in quali zone debbano essere. «Di solito sono coppie giovani - spiega Satti - hanno tra i 25 e i 40 anni e di fatto la maggior parte sono cinesi di seconda generazione che arrivano soprattutto da Prato e dalla zona di Firenze. Sono molto esperti del settore commerciale anche perché sono cresciuti osservando il modo di lavorare dei nonni prima e dei genitori poi. Di solito quando avviano un bar lo fanno a conduzione familiare e prima di realizzare l’investimento fanno attenzione soprattutto alla superficie del locale e alla posizione». Se infatti per ora sembra che l’interesse degli imprenditori cinesi si sia concentrato soprattutto sull’immediata periferia della città, Giuliano Satti precisa che in realtà la tendenza, anche in questo senso, sta cambiando. «Non è vero che non sono interessati al centro storico di Lucca. È che qui puntano più sui bar tradizionali, che abbiano un nome e un’attività già solidi - spiega Satti - altrimenti preferiscono piuttosto stare più decentrati e avviare la loro attività, magari anche in periferia, dove però è anche più probabile trovare chi è interessato a vendere. L’importante per l’acquirente cinese medio è avere un locale ampio che gli dia modo di offrire ai clienti tutti i servizi, dalle sigarette ai caffè passando per le slot machine. E finora a Lucca - conclude Satti - la maggior parte dei bar hanno acquistato hanno esattamente queste caratteristiche».
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