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Lucca

Oltre 700 immobili fuori regola segnalati al fisco

Oltre 700 immobili fuori regola segnalati al fisco

I risultati dell’operazione del Comune sulle classi catastali. Tante anche le piscine che mai sono state dichiarate

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LUCCA. Circa 720 situazioni “anomale” segnalate all’Agenzia delle entrate su 2.000 casi controllati. Case con un classamento catastale non aggiornato, oppure del tutto sconosciute al catasto - e quindi al fisco. È il bilancio di oltre sei mesi di controlli da parte del Comune di Lucca, che su questo argomento ha avviato un processo in collaborazione con l’Associazione comuni.

L’attività di analisi è cominciata a marzo scorso, anche grazie all’utilizzo di alcuni ragazzi di “giovani Sì” e il punto sullo stato dell’arte è arrivato con una comunicazione in giunta dell’assessore al bilancio Enrico Cecchetti. In questi sei mesi sono state esaminate circa 2.000 situazioni, individuate in base a incroci di banche date. Fra queste, 720 sono state definite “anomale” e segnalate sia al fisco che ai proprietari. Questi ultimi hanno a disposizione tre mesi per provvedere a regolarizzare la situazione.

I primi risultati di questa operazione vengono definiti «apprezzabili»: le procedure arrivate a conclusione hanno avuto valori da poche decine di euro a oltre 10.000 euro. E molte sono state le variazioni catastali “imposte” nell’ordine delle centinaia di euro: questi proprietari dovranno pagare le imposte sulla casa pregresse, fino a cinque anni indietro.

Inoltre, questa attività comporta anche alcuni “effetti collaterali”. In particolare nel corso delle verifiche vengono estesi i controlli anche ad altri tipi di anomalie, come eventuali irregolarità urbanistiche o rispetto alle normative per le attività economiche. In particolare, è stato attivato uno specifico filone di indagine sulle piscine. L’individuazione di una piscina non registrata nel catsto, infatti, implica non solo l’avvio del processo per la sua regolarizzazione, ma potenzialmente anche per quella dell’abitazione, che potrebbe salire di classificazione. Un ulteriore controllo, inoltre, serve per accertare se la piscina è o meno collegata a un’attività ricettiva, come un agriturismo, che potrebbe non essere conosciuto dal fisco e potrebbe non aver pagato ad esempio l’imposta di soggiorno.

Tornando sulle indagini più strettamente catastali sono quattro i filoni seguiti. Il primo è quello dei fabbricati che esistono ma non sono presenti nel catasto (i fabbricati fantasma ai quali si accennava prima). Il secondo caso è quello dei fabbricati rurali che dopo lavori di ristrutturazione sono rimasti nel catasto rurale, con aliquote nulle o molto basse: questi, infatti, dovrebbero essere trasferiti obbligatoriamente nel catasto fabbricati ormai dal 2012.

Il terzo caso è quello di immobili che a seguito di lavori importanti avrebbero dovuto variare classificazione catastale, con conseguente aumento delle imposte da pagare, ma che invece sono rimaste nella classe e nella rendita originaria.

Infine, c’è il caso di immobili il cui classamento risulta non congruo rispetto a fabbricati simili: il caso di scuola, a Lucca, può essere quello di appartamenti classificati come “ultrapopolari” nei palazzi del centro storico.

Luca Cinotti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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