Italia
«Ritiro la foto contestata a causa dell’integralismo»
Enrico Stefanelli spiega perché ha deciso di non esporre il “Piss Christ” «Tutto il lavoro fatto per il Festival ne avrebbe risentito. E non lo meritavamo»
Il “Piss Christ”, la foto contestata di Andres Serrano che doveva essere esposta alla Cavallerizza durante Photolux, sarà “ritirata”. Lo spiega il curatore della rassegna che ha scritto una lunga lettera aperta dai toni a tratti durissimi, dei quali pubblichiamo un ampio estratto.
di ENRICO STEFANELLI
Il Photolux è diventato uno dei momenti culturali più importanti a Lucca e si è affermato come uno dei più significativi a livello internazionale, come dimostrano le strette relazioni createsi con le più prestigiose istituzioni fotografiche in tutto il mondo. Per questa edizione ho voluto proporre un tema difficile e di sicuro controverso, “Sacro e Profano”, e l’ho fatto conscio che avrei rischiato, come direttore artistico e personalmente, di mettermi in una posizione complicata. Quando però due anni fa ho scelto il tema mai avrei potuto immaginare che oggi ci saremmo potuti trovare in un momento così intriso di terrore e di violenza.
Il programma delle mostre è stato costruito con grande equilibrio, con attenzione estrema alla possibilità di permettere una comprensione massima del concetto sotteso a ogni lavoro. In questo contesto, quando si è concretizzata la possibilità di esporre una mostra di Andres Serrano, ho creduto che essa potesse rappresentare il punto di contatto ideale tra i due mondi, pur sapendo che alcune delle opere in essa contenute – e una in particolare – avrebbero potuto essere particolarmente problematiche. Nel 1987, quando fu presentata per la prima volta, Piss Christ creò naturalmente scandalo e ad esso seguirono anni di dibattito. La mia convinzione era che, a quasi trent’anni di distanza, il lavoro di Serrano potesse essere visto in chiave storica, avendo esaurito la sua vis polemica. Con dispiacere mi sono accorto invece che la coscienza socioculturale ha dimostrato una inadeguatezza al riconoscimento della libertà di espressione artistica e ho dovuto constatare che i tempi e i luoghi non sono ancora sufficientemente maturi per il riconoscimento della libertà di espressione. Al contempo mi ha riempito di felicità trovare nelle istituzioni che sostengono il Festival e ne permettono l’esistenza – Comune, Provincia, Regione, Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e Fondazione Banca del Monte di Lucca – un atteggiamento di assoluta apertura. Lo stesso vale per tutti coloro che hanno espresso solidarietà al sottoscritto e al Festival. Ed è per questo che a loro va il mio più grande ringraziamento, perché mi hanno permesso di valutare la situazione e prendere una decisione senza ulteriori pressioni. Decisione che ho preso, e che è figlia di qualcosa che per me si pone al di sopra di tutto: l’amore per questo Festival. Poiché il tema scelto, oltre la sua altezza di ispirazione, è un tema che può suscitare conflitti di natura ideologica, per come si è evoluta la situazione, tenere questa opera vorrebbe dire ridurre tutto il Festival a una sola fotografia e al dibattito su di essa. Tutto il lavoro fatto per costruire un Festival equilibrato e profondo, per portare a Lucca grandi autori internazionali e per costruire intorno alle mostre un programma straordinario di dibattiti, workshop, letture portfolio ed eventi, sarebbe sprecato. Il Festival non lo merita. Lucca non lo merita. I miei collaboratori, che lavorano con dedizione e impegno, e tutti coloro che credono nella Fotografia, non lo meritano. E soprattutto io, non lo merito. Per questo, e cosciente del fatto che questa fotografia va a toccare in maniera così forte la sensibilità di moltissime persone e di tanti cristiani che hanno manifestato il loro dissenso e ai quali vanno tutte le mie scuse, ho deciso che Piss Christ non farà parte di questa edizione del festival. Altresì prendo atto che l’integralismo mediatico ha compiuto un’operazione artistica mostrando il contestato ad un pubblico ancor più numeroso di quello del Photolux. Si è quindi, a mio avviso, consumato un abuso di potere artistico mediatico.
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