Il Tirreno

Lucca

Commercio, segnali di ripresa sono in calo le vetrine spente

dei Nicola Nucci
Commercio, segnali di ripresa sono in calo le vetrine spente

Cresce il saldo positivo delle attività tra nuove aperture e chiusure rispetto all’anno precedente Sono state 27 le saracinesche alzate (38 nel 2014), ma le cessazioni crollano da 35 a 19

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CAPANNORI. Quelli che resistono. Segnali di ripresa per il commercio al dettaglio a Capannori. Finora nel 2015 hanno aperto 27 nuove attività commerciali, mentre 19 hanno abbassato le saracinesche, con una curva positiva. Meno aperture (nel 2012 erano state 38), ma sono decisamente calate le cessazioni, ovvero gli esercizi che hanno chiuso, da 35 a 19 in un anno.

Come dire che molte attività che hanno aperto tre anni fa si stanno consolidando. Soprattutto a Capannori e nelle frazioni più popolose come Marlia, Lammari e Segromigno. I negozi di vicinato, come forni, alimentari e rosticcerie, nel Capannorese vantano una lunga tradizione, e pur dovendo fare i conti con la concorrenza hanno saputo resistere alla crisi con tenacia e innovazione.

I dati, dal primo gennaio al 30 ottobre, dicono che hanno aperto 27 nuovi negozi di vicinato (sotto i 300 metri quadrati come dimensione). L'anno scorso erano stati 30. Per molti cittadini le botteghe, in genere di piccole dimensioni, sono profondamente radicate nel tessuto del paese. Un presidio sociale per la loro funzione. Tanto che il Comune, per volontà del sindaco Luca Menesini, ha varato un fondo salva negozi di 6mila euro per stimolare il piccolo commercio di vicinato e i centri commerciali naturali.

I dati. Nel 2012 le cessazioni sono state 21 a fronte di 38 aperture (saldo positivo di +17), confermato nel 2013 con 34 aperture e 26 chiusure (+8), mentre nel 2014 il saldo è stato negativo, considerando che hanno aperto 30 nuovi esercizi commerciali, ma 35 hanno chiuso i battenti. Nel 2015, che non è ancora finito, un +8. «I dati  ci dicono che negli ultimi quattro anni,  nonostante la crisi economica che ha interessato anche il nostro territorio,  il saldo tra aperture e cessazioni di  attività commerciali è sostanzialmente positivo – dice l'assessore alle attività produttive Serena Frediani – un risultato che ci conforta ed evidenzia come sul nostro territorio il commercio di vicinato abbia una tradizione solida  e sia riuscito a tenere testa alla crisi. Da parte nostra a sostegno del commercio tradizionale abbiamo messo a disposizione dei centri commerciali naturali contributi tramite bando per lo svolgimento di iniziative promozionali ed attività, mentre altre risorse sono state investite  per  l'avvio di nuove imprese sul territorio».

  Certo non è tutto rose e fiori. Anzi. La congiuntura economica continua a pesare sugli esercenti e i consumi. I cartelli "affittasi" sono presenti un po' ovunque anche nelle frazioni capannoresi e in alcuni casi sono gli stessi fondi che hanno cambiato gestione o si sono spostati, senza andare quindi a riempire quei vuoti che lasciano con il fiato corto.

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