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Allagato lo scavo tombale Annullata la sepoltura
La fossa che avrebbe dovuto accogliere il feretro invasa dall’acqua di una falda Momenti sconvolgenti nella nuova ala del cimitero di Segromigno in Piano
CAPANNORI. Brutta esperienza, per di più in un momento di grande dolore, per la famiglia Lunardi, di Segromigno in Piano. La tomba che avrebbe dovuto ospitare un loro congiunto, al momento della sepoltura è stata trovata piena d’acqua.
Sbigottito il corteo funebre, con la salma che, dopo un lungo confronto tra addetti ai lavori e familiari, è stata trasferita nella cappellina del cimitero del paese, dove ancora si trova. A raccontare la spiacevole – per usare un eufemismo – situazione che si è trovato ad affrontare, ancora incredulo davanti alla tomba tuttora piena d’acqua, è Marco Lunardi, figlio del defunto: «Giovedì scorso, dopo il funerale, siamo giunti insieme ad amici e parenti e al feretro qui al camposanto di Segromigno in Piano, per seppellire mio padre a terra, nella parte nuova del cimitero. Lo spettacolo che ci siamo trovati davanti è stato sconcertante. Gli operai stavano cercando di togliere l’acqua dalla tomba, che però continuava a riempirsi».
«Mi hanno proposto di buttare della ghiaia e di aspettare un po’ prima di procedere, ma mi sono rifiutato. Ho fatto portare le spoglie di mio padre nella cappellina. Come si può pensare di seppellire qualcuno nell’acqua?», sbotta ancora agitato per quanto accaduto.
Nel frattempo, con il passare dei giorni, la situazione è peggiorata. La tumulazione si sarebbe dovuta tenere ieri, ma Marco si è rifiutato di procedere e ha già fatto richiesta per poter seppellire il padre altrove. A Tassignano per l’esattezza, dove riposa anche la nonna. In effetti, il terreno attorno alla tomba ha ulteriormente ceduto, fino ad arrivare alla sepoltura accanto.
«Si vede il legno della bara, e la terra davanti alla lapide della signora che è stata sepolta alcuni mesi fa sta sprofondando – dice Marco Lunardi, indicando il punto esatto in cui sono ben visibili i cedimenti – ci siamo sentiti dire che qui è così, che l’acqua c’è sempre stata. Se è vero, io mi domando come si possa permettere di tumulare i defunti in un terreno pieno d’acqua, dove si forma una pozza scavando per poco più di un metro. Il terreno è fradicio ed è collassato ben oltre la soletta di marmo della tomba accanto a quello che avrebbe dovuto essere il sepolcro di mio padre. Mi domando cosa stia succedendo nelle altre tombe a terra di questa parte del cimitero».
Non è la prima volta che nei cimiteri del Comune di Capannori si verificano problemi di questo genere, con la falda che affiora, mettendo a repentaglio le sepolture a terra. Il caso più eclatante è stato sicuramente quello di Lammari, dove i primi disagi si verificarono nel 1998, per poi esplodere tra il 2004 e il 2005, con costi ingenti per l’amministrazione comunale.
Problemi sono segnalati anche a Marlia, al camposanto nuovo, dove lo spazio riservato alle tumulazioni a terra è stato rialzato anni fa, per evitare che l’acqua creasse danni. Il cimitero, infatti, è stato realizzato su un terreno un tempo occupato da una risaia, come ricordò anni fa l’allora presidente della circoscrizione 1 Daniele Lazzareschi, chiedendo all’amministrazione di intervenire.
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