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«Anch’io aggredito mentre facevo solo il mio lavoro»
Belli è stato picchiato da un viaggiatore senza biglietto mentre si trovava al capolinea degli autobus a Viareggio
LUCCA. «Anch’io sono stato aggredito da un passeggero al quale avevo chiesto di mostrare il biglietto e non è la prima volta.Quello della sicurezza è un problema non solo per i controllori dei treni ma anche per noi autisti degli autobus».
Massimo Belli, autista del Ctt Nord e sindacalista della Uil trasporti, lo racconta preoccupato e ci mostra i segni ancora visibili dello spiacevole episodio di cui è stato suo malgrado protagonista qualche settimana fa.
«È successo mentre mi trovavo al capolinea degli autobus di Viareggio - dice Belli - non ho avuto nemmeno il tempo di accorgermi di quanto stava accadendo che lui mi aveva già dato una pedata facendomi sbattere la testa. A quel punto, proprio mentre cercavo di rialzarmi, mi ha tirato un pugno al labbro e mi ha spaccato un dente».
L’episodio non è però isolato. Oltre alle aggressioni avvenute in questi mesi ai danni di controllori e capotreno che lavorano sulle linee ferroviarie toscane, anche altri autisti degli autobus Ctt Nord di Lucca, stando sempre a quanto racconta Belli, si sarebbero spesso trovati a dover fronteggiare situazioni di questo genere.
«Viaggiamo da soli, senza cabine protettive e quando ci troviamo di fronte a personaggi violenti non abbiamo modo di tutelarci in nessuna maniera - dice ancora Belli - tra gli autisti ci sono anche donne che per fortuna non mi risulta che abbiano mai subito aggressioni fisiche ma qualche apprezzamento, alcuni anche pesanti, questo sì. Io non ho paura ma non tutti i colleghi reagiscono come me. Ci sono persone che per paura hanno smesso di chiedere i biglietti: ormai è diventato pericoloso, non sai più come possono reagire».
Uno dei sistemi di sicurezza che gli autisti della Ctt Nord Lucca aspettano da anni è l’installazione dell’Avm (automatic vehicle monitoring), una specie di “ascoltatore silente” che permette di controllare tutto ciò che succede a bordo degli autobus e quindi di intervenire prontamente in caso di problemi non solo meccanici ma anche ad esempio quando l’autista è in difficoltà.
«Sembra che finalmente abbiano iniziato i lavori per installare gli Avm sui nostri mezzi- ha detto Massimo Belli - anche perché è dal 2006 che aspettiamo e per questa dotazione sono stati stanziati parecchi soldi. Consentono di sentire tutto quello che succede nel mezzo ma non sono delle telecamere, trasmettono solo l’audio».
A minare la sicurezza poi c’è anche il sovraffollamento dei mezzi, con passeggeri che spesso sono costretti a viaggiare in piedi perché gli autobus sono insufficienti rispetto alle richieste. «Noi non potremmo trasportare viaggiatori che non hanno un posto a sedere - ha detto ancora Belli - se non per brevissime tratte. In autostrada ad esempio è pericolosissimo ma purtroppo succede anche questo, è inevitabile perché i mezzi utilizzabili sono troppo pochi. Purtroppo il problema è sempre lo stesso: mancano i controlli sui servizi offerti e questo genera per forza una carenza di sicurezza sia per chi viaggia che per chi lavora nel trasporto pubblico».
(f.s.)
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