Carbonizzazione a Salanetti arriva una nuova richiesta
Presentata al Suap domanda di verifica dell’impatto ambientale dell’impianto Il sindaco scrive al consiglio comunale: «Serve anche una valutazione politica»
CAPANNORI. Si torna a parlare di carbonizzazione idrotermale e della realizzazione di un impianto in località Salanetti, più precisamente un impianto di produzione di lignite ed estrazione di concentrato solido di elementi fertilizzanti attraverso un processo innovativo di carbonizzazione idrotermale dei rifiuti di natura organica. Tutti gli incartamenti sono stati presentati da una ditta attraverso una nuova richiesta di verifica per la valutazione di impatto ambientale approdata sui tavoli dell’ufficio Suap del Comune di Capannori.
A renderlo noto è il primo cittadino Luca Menesini, che ha subito inviato una lettera all’intero consiglio comunale perché sia aperta una fase di valutazione politica, accanto ovviamente a quella tecnica, che compete a più enti, a partire dalla Regione. A distanza di un anno si riapre il dibattito intorno ad un impianto di carbonizzazione idrotermale, dopo il progetto che era stato presentato dall'azienda Gielle nell'estate del 2014 e la domanda di Via alla Provincia per realizzare un impianto di questa tipologia sempre a Salanetti in grado di trattare rifiuti organici e biomassa. Un’ipotesi su cui era calato il silenzio dopo che palazzo Ducale aveva chiesto approfondimenti in merito alla classificazione del prodotto finale dell'impianto.
Ora una nuova richiesta, nello stesso luogo. Ma nel comunicato di piazza Aldo Moro non è indicato il nome dei promotori del progetto. «Di fronte a questa nuova richiesta – scrive Menesini nella lettera ai consiglieri - ritengo importante che, oltre alle valutazioni tecniche che i diversi enti dovranno fare a partire dalla Regione poiché con la riforma delle autonomie locali la materia è divenuta di competenza regionale, sia svolta una valutazione politica, a cui chiedo a tutti i consiglieri comunali di partecipare. Lo chiedo da subito perché si tratta di una questione di rilievo per il territorio, ma teniamo conto che questa nuova richiesta apre un iter procedurale ex novo, di cui l’ente capofila che convocherà i tavoli di valutazione è la Regione».
Per il sindaco ci sono requisiti indispensabili perché un impianto possa essere situato sul territorio capannorese. «Apertura a soluzioni innovative in ambito ambientale purché rispettino la strategia “rifiuti zero”, che rappresenta un tratto distintivo della comunità capannorese». Quindi il rispetto dell'ambiente e la salvaguardia della salute. Per il primo cittadino di Capannori un eventuale impianto di carbonizzazione idrotermale non sarebbe sostitutivo dell'impianto di compostaggio pubblico previsto a Capannori dal piano interprovinciale di Ato Costa, ma senza indicare la localizzazione, da anni al centro di una lunga ed infuocata diatriba. Un'altra partita aperta, sempre sul compostaggio, è la possibilità che Ascit, l'azienda che gestisce la raccolta e smaltimento dei riufiti di cui sono soci i comuni della Piana (Capannori ha la maggioranza), acquisti le quote pubbliche dell'impianto di Piteglio.
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