Fantasia e artigianato «Vi insegno i segreti di noi cosplayer»
Il racconto di Chiara Matteucci, di Villa Basilica I costumi possono costare anche migliaia di euro
LUCCA. Indossare i panni del proprio eroe o eroina preferiti e “vestirne” anche la personalità. E' questa la filosofia dei cosplayer, i giovani che si travestono come i più celebri personaggi dei cartoni, manga e fumetti giapponesi e non solo. Sfilano per le strade della città mescolati al colorato e pacifico popolo dei Comics e sono diventati una delle scenografie e delle attrazioni più fotografate della manifestazione. Hanno dai 18 ai 35 anni, sono innamorati del Giappone, passano ore a studiare il personaggio per assomigliare ai loro manga preferiti e arrivano a spendere decine di euro per un costume da esibire alle più importanti fiere dove ci si sfida a colpi di battute e recitazione (anche in lingua originale) con tanto di giuria e premio finale. Ogni dettaglio fa la differenza. Dal trucco all'accessorio. Ma non è solo immagine. Perché oltre ad un costume perfetto conta l'interpretazione. Una cura così maniacale dal look agli atteggiamenti e alle musiche che fanno del cosplay (il termine è una contrazione delle parole inglesi “costume” e “play”, giocare e recitare), una particolare forma di arte. Essere una cosplayer è uno stile di vita.
Come per Chiara Matteucci, 25 anni, studentessa universitaria di Villa Basilica. A breve prenderà la laurea in scienza della formazione primaria per diventare insegnante delle elementari. Cosplayer dal 2009, fa parte dell'associazione lucchese “Flash Gordon” che collabora con i Comics. Quest'anno è anche nella giuria (composta da cinque persone, tra una giapponese) che sceglie i vincitori del contest che andranno a Parigi agli europei e da lì il sogno di arrivare al World Cosplay Summit di Nagoya, in Giappone, il campionato più importante al mondo dedicato ai cosplayer . Ci si iscrive consegnando una foto, una descrizione del nostro personaggio e un video della scenetta.
Uno dei momenti più coinvolgenti è la preparazione degli elaboratissimi costumi. «Sono tutti rigorosamente realizzati a mano dalle persone che li indossano, utilizzando anche materiali riciclati - racconta la cosplayer lucchese – ho imparato anche a modellare il vetroresina e mio zio carrozziere mi ha insegnato a lavorare con lo stucco e la colorazione. Ci possono volere anche mesi, dipende dalla complessità del personaggio. Sacrifichiamo molto tempo, ma ne vale la pena, la soddisfazione è enorme».
Un costume completo costa almeno cento euro, ma i cosplayers più famosi, quelli che partecipano alle gare, arrivano a spendere anche mille euro, ma se si arriva alle competizioni mondiali si ripagano le spese. Tra i suoi tanti personaggi Mononoke (da un film d'animazione del grande Miyazaki) a Sona, da uno dei videogiochi on line più famosi al mondo, con cui l'anno scorso ha vinto un concorso internazionale. Come tutte le cosplayer ha un alter ego. Il suo secondo nome giapponese è Miyu Shizuki, simile al personaggio del suo primo manga. Un modo per uscire dalla propria vita quotidiana. Si cambia costume, si cambia identità. Non deve mancare anche una buona dose di esuberanza e pazienza, “costretti” per ore a restare nel loro personaggio e in posa per le foto. «Per me è un divertimento, ma è comunque una cosa che prendiamo sul serio. A Lucca non siamo tantissime, ma stiamo crescendo, mentre realtà importanti sono a Prato, Firenze e Livorno».
Nicola Nucci
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