Il presidio
Partito il restauro della Villa Reale
La nuova proprietà ha dato il via a un’opera di ristrutturazione e valorizzazione, anche in chiave di uno sviluppo turistico
CAPANNORI. Torneranno al suo antico splendore la villa Reale a Marlia e il suo grande parco, destinati a ospitare grandi eventi culturali, mostre e forse anche un museo dedicato alle vicissitudini di una delle più importanti dimore storiche italiane.
Il complesso monumentale, che è stato la residenza della sorella di Napoleone, Elisa Baciocchi, principessa di Lucca e Piombino e granduchessa di Toscana, sarà al centro di un’opera di restauro e valorizzazione. Gli edifici col passare degli anni hanno mostrato segni di deterioramento. Così la nuova proprietà, rappresentata da una coppia residente in Svizzera, che l’ha acquistata a marzo dalla famiglia Pecci Blunt, ha deciso di dare vita a un restauro di facciate, decorazioni e coperture. Tutto sotto la sorveglianza delle Belle Arti.
Questo intervento complessivo di ristrutturazione, salvaguardia e di nuova valorizzazione investirà la villa per estendersi alla Palazzina dell’Orologio, storicamente destinata all’ospitalità. Il primo passo di un'operazione di promozione che intende riaccendere l’interesse per la dimora storica e per il suo parco sia in Italia che all’estero, con una campagna di marketing.
I cantieri sono già stati aperti. Un lavoro importante da parte dei professionisti incaricati del restauro, che sono partiti da un'analisi preliminare e da una minuziosa ricerca storica. Gli interventi sono stati affidati all’architetto Luca Borgogni, all’impresa edile Bruni Costruzioni, e posti sotto la sorveglianza della Soprintendenza di Lucca e Massa Carrara. Mentre la riqualificazione e manutenzione dei giardini e degli spazi verdi è coordinata dall’azienda Gruppo Giardini. Tra questi i più importanti sono la potatura del Teatro di Verzura, realizzato nel 1652, e gli interventi per rendere più agibili i percorsi panoramici delle acque e delle architetture che attraversano l’intera proprietà.
«L'obiettivo – si legge sul sito del parco di Villa Reale – è ripristinare la piena funzionalità di palazzi e giardini mantenendo inalterata l’identità storica dei luoghi, con un rispetto e valorizzazione del patrimonio paesaggistico in cui è inserito». Una riqualificazione “strategica” che punta a «creare sinergie con il territorio e incrementare l’offerta turistica» attraverso la rete del verde e delle ville storiche, l'interesse sempre più crescente per la storia, l'arte, le tradizioni culturali e l'architettura. Tra le novità in fase di studio la creazione di museo, organizzato in sale dedicate, per conservare ed esporre al pubblico i tanti tesori custoditi: mobili, dipinti, manoscritti, abiti, elementi di arte sacra raccolti e posseduti dal Papa di famiglia Leone XIII, nonché molte collezioni private, fino ai modelli di alcuni edifici ancora oggi presenti in alcuni locali della palazzina dell’Orologio. Sarà inoltre esposta la storia ed evoluzione del complesso, ricostruendo le vicende delle varie famiglie dagli Orsetti fino ai Pecci-Blunt. Alcune sale dedicate ad attività culturali in collaborazioni con artisti ed associazioni locali. La villa insomma si "apre" all'esterno. Il museo, la sala conferenze e il parco, tramite la promozione di attività culturali ed eventi, potrà essere fruito da un pubblico sempre più ampio, a prescindere dall’attività ricettiva.
Nonostante le impalcature disposte intorno al complesso, il grande parco con i sui affascinanti giardini, ricchi di statue in marmo bianco e fontane zampillanti, continuerà a essere aperto e fruibile a visitatori e turisti. Dopo essere tornato di nuovo visitabile a tempo di record, a poco meno di un mese dall’uragano che nel marzo scorso ha schiantato un centinaio di alberi.
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