Il Tirreno

Lucca

Caffè Di Simo, l’immobile torna alla società Cogea

di Luca Tronchetti
 Caffè Di Simo, l’immobile torna alla società Cogea

Dopo tre anni il giudice civile si pronuncia a favore dei gestori e dei proprietari per le inadempienze dell’«Ilva» sui lavori di straordinaria manutenzione

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LUCCA. Si conclude, almeno in primo grado, con un pronunciamento favorevole alla società Cogea srl di Orvieto (che ha in affitto i locali) e alle sorelle Giulia Barsanti ed Erula Dell’Agnello (proprietarie dell’immobile) la querelle legata alla chiusura dello storico Caffè Di Simo, il locale di via Fillungo meta di poeti, scrittori, personaggi del mondo della cultura e delle professioni e frequentato dal maestro Giacomo Puccini e dal poeta Giovanni Pascoli. Chiuso dall’agosto 2012 da stamani il Caffè Di Simo torna nel pieno e legittimo possesso di affittuari e proprietari. Dalla decisione del giudice civile esce sconfitta la «Ilva», società lucchese affittuaria della gestione del Caffè che nel 2011 aveva acquistato un ramo d’azienda dalla Cogea e che aveva in animo di riaprire la scorsa estate dopo aver deciso di fare i lavori per limitare i danni strutturali all’antico e prestigioso caffè letterario. Adesso dovrà accollarsi i costi necessari al restauro e messa in sicurezza.

Il contenzioso. Da stamani quindi ogni decisione sul futuro del Caffè Di Simo spetterà alla Cogea che detiene in affitto i locali delle proprietarie. Al centro del contenzioso i lavori di ristrutturazione del locale. Un intervento estremamente costoso che le parti in causa hanno cercato di scaricarsi reciprocamente. La Cogea era legittimata alla rivalsa sulla società Ilva (amministratrice Ilaria Lippi) per il mancato pagamento di alcuni canoni di affitto, l’Ilva riteneva invece di poter scalare le spese già sostenute per interventi di manutenzione straordinaria sull’immobile dalle rate di affitto mensili mentre le due sorelle proprietarie hanno sempre ritenuto che quei lavori non spettassero a loro.

Lavori per limitare i danni. Nel maggio scorso la Ilva decide comunque di effettuare i lavori per limitare il danno altrimenti il Di Simo finirebbe di cadere nel degrado. La sistemazione del locale attraverso un progetto di consolidamento strutturale dell’antico Caffè contattando ditte specializzate . Per bocca dell’amministratrice dell’Ilva quello storico punto d’incontro in via Fillungo avrebbe dovuto tornare a vivere attraverso un’impronta più letteraria e culturale in modo da diventare un luogo di fondamentale importanza per la città e per il turismo come lo è stato per quasi un secolo.

La decisione del giudice. Con il pronunciamento il giudice ha stabilito che le condizioni dell’edificio non erano riconducibili a uno stato di inagibilità. Con la Ilva che adesso deve reintegrare le mensilità non versate. Giulia Barsanti ed Erula Dell'Agnello detta Fortuna, proprietarie lucchesi dei locali che ospitano lo storico Caffè Di Simo chiuso da quasi tre anni, avevano sempre insistito su un concetto: l’inesistenza di un provvedimento della pubblica amministrazione o della autorità giudiziaria che abbia dichiarato l'inagibilità dell'immobile e ne abbia disposto la conseguente chiusura. E di conseguenza l’inesistenza di provvedimenti giudiziari dal quale far discendere inadempimenti o responsabilità della proprietà dell'immobile. E la sentenza del giudice civile in pratica ricalca l’assenza di responsabilità nella vicenda da parte delle proprietarie.

Scenari futuri. La speranza è che adesso, alla luce del pronunciamento del giudice, si possa arrivare in tempi rapidi ad una soluzione definitiva del contenzioso in modo che il Caffé Di Simo possa tornare allo splendore di un tempo.

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