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Sospettati di altri colpi i pendolari delle rapine
Al momento restano in carcere i componenti della gang arrestati venerdì dopo aver cercato di assaltare la filiale di Antraccoli del Monte dei Paschi
LUCCA. Non era la prima volta che assaltavano una banca. È più di un sospetto quello degli investigatori della squadra Mobile diretta dal commissario Silvia Cascino nei confronti dei componenti della gang bloccata con grande professionalità da almeno 25 agenti, tutti in borghese e tutti nascosti, che nella tarda mattinata di venerdì avevano in animo di rapinare la filiale del Monte dei Paschi di Siena ad Antraccoli. Una banca spesso presa di mira dai malviventi per l’ottima posizione legata alle vie di fuga e alla vicinanza del casello autostradale. Per gli inquirenti, almeno alcuni di loro assieme magari ad altri soggetti ancora da individuare, si sono resi responsabili di colpi messi a segno in banche della provincia di Pisa e, ma pare più difficile, Lucca. In queste ore le questure di Lucca e Pisa stanno effettuando ulteriori riscontri in modo da imputare ai pendolari del crimine altri reati analoghi commessi nel corso di 24-48 mesi.
Confermata la custodia. Ieri mattina si è svolta l’udienza di convalida di fronte al giudice delle indagini preliminare Riccardo Nerucci. Un interrogatorio di garanzia protrattosi a lungo. Al termine il gip ha confermato la custodia cautelare in carcere per una donna di 51 anni residente a Ponsacco e gli altri quattro giovani, tutti napoletani, rispettivamente due ventisettenni, un ventottenne e una giovane di 31 anni. Due di loro hanno precedenti di polizia. Anche l’autorità giudiziaria ha ribadito che non ci sono collegamenti con l’altra rapina, avvenuta giovedì mattina, alla filiale del Monte dei Paschi a San Concordio dove uno dei malviventi si finse invalido per farsi aprire l’ingresso riservato ai disabili.
Le indagini. La polizia per entrare in azione con tempestività ha avuto sicuramente una «soffiata». Qualche informatore o qualche infiltrato che conosceva i movimenti della gang che, partendo dalla Campania con basista in zona, colpiva istituti di credito situati in luoghi vicini a importanti vie di fuga. Ma al di là del «come» la polizia abbia saputo che quel venerdì una banda avrebbe assaltato la banca resta da sottolineare, positivamente, il modo estremamente professionale in cui hanno agito gli agenti. Senza prendersi rischi e senza nemmeno farli prendere a terzi (impiegati dell’istituto di credito, passanti o gli alunni della scuola dell’infanzia che si trova lì vicino). Tutto si è svolto evitando l’uso delle armi e preferendo arrestare i malviventi per tentata rapina piuttosto che fargli compiere il reato e agire subito dopo con i rischi evidenti di una reazione.
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