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Piazza al Serchio, in pensione il preside Bertolini
PIAZZA AL SERCHIO. Lo scorso 31 agosto Umberto Bertolini, dirigente dell'Istituto comprensivo di Piazza al Serchio dal 2001, è andato in pensione. Nativo del vicino comune di Minucciano, era...
PIAZZA AL SERCHIO. Lo scorso 31 agosto Umberto Bertolini, dirigente dell'Istituto comprensivo di Piazza al Serchio dal 2001, è andato in pensione. Nativo del vicino comune di Minucciano, era impegnato nella scuola da alcuni anni. E in occasione del suo ritiro, riflette sull'importanza della scuola al giorno d'oggi e sul legame che essa instaura con il territorio.
«Il cittadino comune non capisce perché la scuola non sia più come quella di un tempo. Bisogna riflettere allora sui motivi di questa diversità», afferma Bertolini. Che poi sottolinea quanto sia utile osservare come sono oggi i bambini, «Non sono più gli stessi, in ogni situazione, anche quando sono in fasce si muovono e costruiscono relazioni nel tempo. Si spostano in auto, in aereo e hanno anche una diversa compresenza con la televisione, con i film».
Un aspetto importante per l'ex preside è che per loro ci è sicuramente una maggiore vicinanza ai libri, alla lettura. «Oggi è diverso l'impatto con il vedere ciò che sta intorno, sin da quando sono neonati. Ciò accade perché vi è un cambiamento molto forte nella famiglia d'origine, sia nel linguaggio che nel fare i bambini si ipnotizzano davanti a un video, sanno come va a finire una storia e quindi sono rassicurati. dieci minuti di tempo davanti la tv ed il bambino o si rilassa o si ipnotizza».
Secondo l’ex preside, il bambino che entra alle elementari dalla materna ha una peculiarità: «Oggi leggere è più facile che scrivere. Scrivere con la matita e con la penna è più difficile che adoperare il computer, forse si usa troppo presto il pennarello». Poi aggiunge: «La scuola deve allargare i propri orizzonti, non deve essere più quella di un tempo, deve avere e porsi obiettivi nuovi, materie umane diverse nel tempo».
Un capitolo a parte lo merita il rapporto fra scuola e territorio, molto importante nei plessi che ha diretto a Piazza al Serchio, Pieve San Lorenzo, Gramolazzo, Magliano, Sillano e San Anastasio: «Ho avuto vicino a me esperti ed insegnanti validi, per loro il periodo del gioco e del divertimento dagli 0-8 anni è quello maggiormente formativo: abbiamo adottato con il Metodo Galileo percorsi didattici trasferibili da una scuola all'altra in questo arco d'età ma anche fino ai 14 anni, grazie in primis ad un buon rapporto con il territorio».
Bertolini conclude sottolineando come «siano necessarie metodologie innovative per la scuola di oggi, al passo con i cambiamenti dei tempi oltre a nuove forme di rapporto con il territorio, dando modo alla scuola e al fanciullo di raggiungere l'obiettivo del suo apprendimento. Un' educazione positiva e un buon legame fra la famiglia, il bambino e la scuola hanno la loro giusta rilevanza».
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