Italia
Guerra aperta contro le malattie croniche
Si presenta oggi il piano regionale per la prevenzione da quelle che sono le principali cause di morte
LUCCA. Come combattere, battendole sul tempo, le malattie croniche. Questo l’argomento che sarà trattato domani, a partire dalle 9, nella sala congressi del complesso di San Micheletto. Qui, infatti, è in programma il convegno “Il peso delle malattie croniche non trasmissibili e il piano regionale della prevenzione 2014-2018, quali prospettive per la prevenzione”, organizzato appunto dal dipartimento di prevenzione dell'Asl 2 in collaborazione con l'Ordine dei medici chirurghi ed odontoiatri di Lucca.
L’iniziativa rientra nel Piano di Formazione dell'Asl Lucca ed è indirizzata, oltre che ai medici e al personale dei Sian e dei distretti, anche ai medici ospedalieri, ai medici di medicina generale e pediatri di libera scelta, al mondo della scuola e delle amministrazioni locali.
Le malattie non trasmissibili (come le patologie cardio-vascolari, il tumore, il diabete e i disturbi respiratori cronici) rappresentano oggi il principale rischio per la salute e lo sviluppo umano e, quindi, la principale sfida con cui il mondo della sanità pubblica e, in particolare, della prevenzione deve confrontarsi.
Queste patologie sono responsabili della maggior parte dei decessi e provocano ogni anno circa 35 milioni di decessi: il 60% a livello globale e l'80% nei Paesi a basso e medio reddito.
Gli ultimi studi confermato che molte di queste malattie potrebbero essere prevenute eliminando alcuni fattori di rischio come il consumo di tabacco, un'alimentazione scorretta, l'inattività fisica e il consumo eccessivo di alcol. Le conoscenze e le strategie per prevenire queste malattie sono già disponibili: quello che manca è il passaggio concreto agli interventi e alle iniziative di prevenzione.
La Regione, con il Piano Regionale della Prevenzione 2014-2018, ha individuato programmi, obiettivi e azioni che saranno sviluppati nel periodo di riferimento, sulla base del contesto epidemiologico regionale, per adempiere ai macro-obiettivi di salute ritenuti prioritari a livello nazionale.
Il convegno si propone di far conoscere questo piano regionale e condividere strategie di intervento sugli stili di vita con i portatori di interesse presenti sul territorio, con una particolare attenzione per il ruolo dei dipartimenti di Prevenzione.
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