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Battute di caccia al cinghiale per contrastare l’invasione
Dal primo novembre entreranno in azione cinque squadre che si divideranno il territorio di Bagni Azione per limitare i danni degli animali all’agricoltura in attesa dei piani di contenimento regionali
BAGNI DI LUCCA. Tutto pronto nella Valle per l'avvio della caccia al cinghiale che dovrebbe, nelle speranza di tanti agricoltori, contribuire ad allentare la morsa degli ungulati. Questo in attesa che anche la Regione Toscana avvii piani di abbattimento per riportare il numero dei capi nei limiti del sostenibile e porre fine ai danni che devastano tante colture.
Dal primo novembre a Bagni di Lucca saranno attive nei boschi cinque squadre, che complessivamente ogni anno riescono a catturare più di 400 cinghiali. La caccia sarà possibile fino al 31 gennaio. Bagni di Lucca con le sue 21 frazioni offre un territorio particolarmente vasto, nel quale le squadre si divideranno le rispettive zone che saranno adeguatamente delineate e limitate. Nei boschi della Valle il cinghiale è molto presente e i cacciatori, con la loro attività, contribuiscono a contenere in qualche modo la proliferazione, come dice Manuel Tognazzini, più conosciuto come " Mitraglia", cacciatore da 25 anni. Fa parte di una delle squadre più vecchie, quella delle “Fabbriche di Casabasciana”, fondata nel 1968 da Franco e Tommaso Bertolozzi. La squadra è la più vecchia insieme a quella di Lugliano.
La zona delineata e limitata va dal Ponte Nero fino al torrente Diana, sopra Fabbriche di Casabasciana, fino al confine con la frazione di Brandeglio. «Questa squadra – spiega Tognazzini – è presieduta da Roberto Franceschi ed è formata da 40 persone. Inutile dire del rapporto che ci lega, andare a caccia significa anche incontrarsi per le cene a fine giornata e le occasioni per ritrovarsi sono tante, oltre a quelle legate alla battuta nel bosco. Al mattino ci ritroviamo al capannone in località Corona, vicino a Sala, e lì decidiamo dove andare. Verso le 10, quando i "postaioli" sono localizzati alle poste, vengono sciolti i cani per iniziare la ricerca dei cinghiali che hanno dormito nelle rimesse. Noi disponiamo di 30 cani, spesso alcuni di loro hanno bisogno delle cure veterinarie in seguito alle ferite procurate dalle zanne del cinghiale. Quando rientriamo al capannone inizia il rituale della pulitura degli animali abbattuti, togliamo pelle e interiora e il giorno successivo vengono distribuite le parti, divise tra le persone che hanno partecipato alla battuta di caccia».
«Sul nostro territorio il cinghiale si riproduce anche due volte l'anno, secondo la stagione – conclude Tognazzini – ed è causa di molti danni. Se non venisse cacciato nel giro di pochi anni ci sarebbe una vera invasione. Ma un altro problema è rappresentato dalla presenza del lupo. I lupi ci sono, e sono tanti i cinghiali che vengono aggrediti. Credo che il lupo non andrebbe portato sul territorio».
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