Il Tirreno

Lucca

Pasticcere indagato per estorsione

di Luca Tronchetti
Pasticcere indagato per estorsione

Pur lavorando a tempo pieno avrebbe costretto il datore di lavoro a farsi assumere part time per usufruire di sgravi fiscali

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LUCCA. Prima riusciva a carpire la fiducia dei suoi datori di lavoro e poi, stando all’accusa, li costringeva di fatto a sottoscrivere contratti di lavoro part time anziché full time per poter ricevere in nero oltre il 50% del compenso in modo da ottenere sgravi fiscali e bonus da parte dello Stato risultando avere un reddito molto basso. Alla fine l’ultimo datore di lavoro si è ribellato e stanco della situazione si è rivolto alle fiamme gialle che all’inizio del 2015, con il supporto della procura della Repubblica, hanno effettuato una serie di accertamenti e riscontri arrivando a scoprire che con questo stratagemma il lavoratore era riuscito a eludere alla tassazione un bel gruzzoletto riuscendo a costruirsi anche una bella villetta in Lucchesia. A finire nei guai un pasticcere di 50 anni originario della Campania, con interessi in Media Valle, ma residente in Lucchesia. Nei suoi confronti la procura ha chiesto il rinvio a giudizio con l’accusa di estorsione sia nei confronti di due ex datori di lavoro e l’udienza davanti al gup sarà fissata entro la fine dell’anno. Lui, nega l’addebito, e sostiene di aver agito in modo corretto.

I fatti. A svolgere l’indagine la Compagnia della guardia di finanza diretta dal capitano Antonio Manselli dopo che il titolare di una pasticceria lucchese disperato si era rivolto ai carabinieri: «Fate qualcosa altrimenti l’uccido». I militari dopo averlo ascoltato e vista la materia fiscale-finanziaria hanno giustamente passato la denuncia alle fiamme gialle. È emerso che almeno da una decina d’anni - quindi anche con il precedente datore di lavoro - il pasticcere otteneva dal titolare del locale in cui prestava la sua opera di essere inquadrato con contratto di mezza giornata pur lavorando per l’intero orario. In quel modo la metà dello stipendio gli veniva corrisposta in nero in modo da poter avere tutte le agevolazioni fiscali (buoni pasto per i figli, sgravi e detassazione) possibili. Logicamente anche gli extra e i notturni venivano pagati in nero e se il datore di lavoro provava a ribellarsi rischiava una causa di lavoro visto che aveva accettato le condizioni dell’abile pasticcere.

Merce scaduta. Stando alle fiamme gialle se non otteneva i pagamenti in nero il pasticcere arriva a far scadere e deteriorare i prodotti, che dovevano essere freschissimi, per preparare dolci, cornetti e meringhe.

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