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Disavanzo enorme Gal in liquidazione

Disavanzo enorme Gal in liquidazione

Si chiude l’esperienza della Garfagnana Ambiente Sviluppo Senza occupazione (e da mesi senza stipendio) 8 persone

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CASTENUOVO. Il Gal va in liquidazione. La società Garfagnana Ambiente Sviluppo, partecipata da enti pubblici (della Valle ma anche della Montagna Pistoiese e dell’alta Versilia) e privati, ha vissuto il suo ultimo atto venerdì, quando l’assemblea dei soci ha ratificato all’unanimità la volontà di non ricapitalizzare, andando così allo scioglimento della società e alla messa in liquidazione. Già nominato il liquidatore, i soci del Gal hanno preso atto della perdita di esercizio che al 31 agosto è stata quantificata in una cifra tra i 300 e i 400mila euro. L’assemblea è terminata con il ringraziamento dei soci al presidente Fosco Bertoli e alla vice presidente Pamela Giani, che eletti da pochi mesi hanno dovuto affrontare questo difficile momento.

Sono otto i dipendenti della struttura, sei donne e due uomini, che già da mesi non percepivano lo stipendio e che adesso si trovano senza occupazione. Giovedì si terrà un incontro in Regione perché è necessario capire come potrà essere gestita una delle funzioni principali del Gal, ovvero la gestione dei bandi europei Leader che possono portare qualcosa come 11 milioni di euro di finanziamenti sul territorio. Probabile dunque che nasca subito una struttura simile per gestire i bandi, salvaguardando così almeno una parte dei posti di lavoro. Il buco è stato evidenziato da nuovo Cda, in carica da luglio: il capitale sociale si è azzerato e questo ha portato allo scioglimento della società come previsto dal codice civile. Il liquidatore con pieni poteri dovrà far emergere la situazione reale dei numeri e delle eventuali responsabilità. Sono previsti incontri periodici tra l'assemblea dei soci e liquidatore.

Tra i servizi che gestiva il Gal quello della biblioteca di Castelnuovo, con un dipendente, e l’ufficio turistico di piazza delle Erbe, per l’Unione dei Comuni, con due dipendenti. Sul Gal si sofferma ancora il Movimento 5 Stelle che avevano messo nel mirino la società già nella campagna elettorale del 2014: «Il nuovo presidente aveva già ammesso una situazione economica disastrosa e sapevamo che i dipendenti non venivano pagati da mesi. Peccato che ci sia stato un periodo di omertà e che alcune cose del passato restino ben poco chiare. Non comprendiamo nemmeno le parole dell’ex sindaco Gaddo Gaddi, che avrebbe dovuto essere in grado sia di controllare i bilanci sia di sapere la retribuzione del presidente Luigi Favari. Anche il silenzio della giunta Tagliasacchi lo prendiamo come un’evidente ammissione di colpevolezza. Ora ci aspettiamo trasparenza totale».

Luca Dini

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