Meteo
Controlli alle caldaie il costo è fino a 60 euro per ogni impianto
Chi non rispetta le regole rischia di spenderne fino a 170 Il direttore di Sevas: sono allo studio nuove tariffe
CAPANNORI. L'inizio dell’autunno e l'abbassamento delle temperature ripropone il tema del riscaldamento domestico, dunque anche quello della manutenzione e dello stato delle caldaie.
Nessun aumento per i titolari o occupanti di immobili, almeno per il 2015, delle tariffe per le autocertificazioni e i controlli delle caldaie fatti da Sevas. La situazione però potrebbe cambiare dal 2016 con il nuovo regolamento della Regione, che ha ereditato le competenze in materia dalla Provincia. L'ultima volta che la tariffe sono tornate a salire è stato quattro anni fa, unica volta dal 2006, quando Provincia e Comune di Capannori avevano affidato alla società pubblica partecipata l'attività di verifica del funzionamento degli impianti termici. Ogni ente delibera le tariffe che dovranno essere applicate da Sevas (il Comune di Capannori è socio col 22%).
«La materia è in evoluzione, siamo in una fase transitoria – spiega il direttore di Sevas Primo Riscossa – le competenze passano alla Regione che dovrà dunque disciplinare la normativa, con un regolamento specifico. È probabile che si sarà un’omogeneizzazione dei costi dell’autocertificazione per l’utente, che oggi sono invece diversi da comune a comune».
Con la nuova normativa sarà inoltre costituito un catasto regionale degli impianti. La quasi totalità delle caldaie (a Capannori sono oltre 17mila) sono censite.
Passando al capitolo costi questi dipendono dalla potenza dell'impianto. Per quelli fino a 35 kW è di 10 euro, 19 euro dai 35 ai 116 kW, poi ancora 35 euro tra i 117 kW e i 350 kW. Gli impianti oltre i 350 kW pagano 60 euro. Per i cittadini che hanno l'inviato l'autocertificazione (oltre il 90 per cento degli utenti) l'eventuale controllo, a campione sarà gratuito. I controlli a campione interesseranno almeno il 5% degli impianti sul territorio a partire, da quelli per i quali non è pervenuta l'autocertificazione. In quest’ultimo caso gli inadempienti , dovranno sostenere un costo più elevato che partirà dai 110 euro per gli impianti meno potenti per salire poi a 170 euro (da 35 kW a 116 kW), 230 (da 117 a 350) a 300 (oltre 350). Più contenuti invece i costi per gli impianti a combustibile solido, da 38,50 a 150 euro. C’è poi l’esenzione del pagamento (dell'autocertificazione e del controllo) per gli utenti che hanno un reddito Isee inferiore a 5mila euro. Chi non ha impianto in regola e non si decide a metterlo a norma (basta anche un tecnico di fiducia) sarà multato dal Comune su segnalazione di Sevas. Chi non adempie all’obbligo, viene ricordato, lo fa a suo rischio e pericolo, non solo per la propria salute. Maggiore infatti sarà l’impatto ambientale e maggiori i consumi energetici e quindi i costi.
Nicola Nucci
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