Il presidio
Beccato il truffatore del serbatoio vuoto
Chiedeva soldi per fare benzina e dava appuntamento sempre allo stesso (e ignaro) ristorante per la restituzione
LUCCA. «Ma ho fatto un’opera buona o una bischerata?»: lo ha chiesto giorni fa una donna al titolare del ristorante Gli Orti di via Elisa, Samuele Cosentino, dopo aver prestato del denaro a un uomo che diceva di lavorare per loro, e che contattando il locale avrebbe potuto recuperare la somma.
La risposta esatta? Ovviamente la seconda, visto che da circa un anno a questa parte, un quarantenne che risulta originario del Piemonte, ma che vivrebbe a Montecatini, sta mettendo in atto a Lucca ma anche nella Piana, in Valdinievole e in Versilia una truffa nella quale sono cascate diverse centinaia di persone. Tante sono state, infatti, le telefonate che ha ricevuto nello stesso periodo Samuele Cosentino («Una media di 6/7 al giorno»), anche se ovviamente non si esclude che le vittime siano state anche di più.
Il canovaccio del “non più misterioso” imbroglione era grosso modo sempre lo stesso: di sera abbordava dei passanti isolati (specialmente donne) e con fare sempre molto educato diceva di essere rimasto senza benzina e senza contanti, e chiedeva un po’ di soldi per poter almeno tornare a casa. Chi 20, chi 30 euro, qualcuno si lasciava impietosire, ma lui rassicurava tutti: il giorno dopo avrebbe dovuto fare una consegna agli Orti, e se si presentavano lì alle 9 avrebbero riavuto i soldi (anzi, se fosse arrivato prima li avrebbe lasciati in una busta). Inutile dire che era tutta una balla.
L’ultimo episodio risale a qualche sera fa. «Quest’uomo ha avvicinato una coppia di miei amici davanti alla Snai di via Cantore – racconta Cosentino – e ha chiesto loro se avevano dei soldi da prestargli perché era rimasto senza benzina e senza cellulare, denaro che avrebbero potuto recuperare chiamando il mio locale del quale ha detto di essere un fornitore».
Ma questa volta, il quarantenne ha avvicinato la coppia sbagliata. «Il mio amico – racconta ancora Cosentino – sentendo nominare il mio locale mi ha chiamato subito e a quel punto ho chiesto l’intervento della polizia e mi sono precipitato anch’io alla Snai. Davanti alle mie accuse ha ammesso di essere un truffatore e di non avere nessun rapporto con il mio locale. Coi poliziotti presenti non ha avuto un atteggiamento aggressivo ma anzi remissivo e vittimistico, dicendo che i soldi gli servivano per mantenere una figlia adolescente. È stata una scena talmente credibile che i miei amici alla fine gli hanno dato dei soldi e chissà in quanti come loro ci sono cascati. La polizia al momento gli ha dato il foglio di via ma questo non significa che non possa continuare a truffare la gente».
L’uomo infatti, stando a quanto racconta Samuele Cosentino «è bravo nel convincere le persone e non si approccia mai a loro in maniera violenta».
Ma ora la misura è colma e il titolare degli Orti di via Elisa ha deciso di passare ai fatti: «Dopo questo ennesimo episodio – dice – presenterò una denuncia anche perché c’è chi magari gli dava cinque o dieci euro ma dalle telefonate che ho ricevuto c’è stato anche chi è arrivato a prestargli ottanta euro. Secondo una stima che è stata fata, sulla base delle segnalazioni, potrebbe essere arrivato a racimolare anche duecento euro al giorno».
Sempre grazie alle telefonate ricevute dal ristorante, provenienti da parecchie località diverse, è stato possibile dedurre che l’uomo aveva usato lo stesso stratagemma (e, curiosamente, anche il nome dello stesso ristorante lucchese), pure lontano dalla cità delle mura, da Porcari ad Altopascio, da Montecatini a Viareggio, e chissà dove altro ancora».
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